Concetti Chiave
- Giotto è riconosciuto da Dante come un artista che ha superato Cimabue, guadagnando grande stima tra i contemporanei.
- La sua tecnica si evidenzia nelle Storie di San Francesco, realizzate con un forte senso del realismo e della dimensione storica.
- Nei suoi affreschi, i gesti dei personaggi sono naturali e le scene rappresentano un'interazione autentica con l'ambiente circostante.
- Giotto introduce paesaggi realistici e dettagliati, utilizzando la prospettiva per enfatizzare la straordinarietà dei miracoli rappresentati.
- Recupera l'anatomia umana nella sua opera, aggiungendo espressività e dettagli nei gesti e nei volti dei personaggi.
Indice
La fama di Giotto
Ai versi 94-96 del canto XI del Purgatorio Dante scrive: Credette Cimabue ne la pintura/tener lo campo, e ora ha Giotto il grido, sì che la fama di colui è scura. Questi versi dimostrano che Giotto, anche fra i contemperanei godette di una grande stime, tale da superare nella pittura il proprio maestro.
Collaborazione e tecnica di Giotto
Dopo aver terminato di affrescare il transetto e l’abside della Basilica superiore, iniziò a dipingere le pareti e le volte con Storie dell’Antico e del Nuovo Testamento, avvalendosi della collaborazione di un gruppo di artisti e del suo allievo Giotto, la cui mano per tutti i critici è riconoscibile nella scena che rappresenta Esaù respinto da Isacco.
Ma la straordinaria tecnica e la personalità artistica di Giotto è presente nelle ventotto scene delle Storie di San Francesco, che egli immagina al di là di un grande portico, formato da un architrave sostenuto da colonne.
Realismo nelle storie di San Francesco
Il protagonista degli affreschi è S. Francesco che non è più rappresentato secondo i canoni della pittura bizantina. Il Santo è calato nella sua dimensione storica e gli edifici che fanno da sfondo sono affrescati in modo realistici e perfettamente abitabili. Gli oggetti sono privi di ogni intento idealizzante: basti pensare che nella scena del Presepe di Greccio, la croce pendente ci viene mostrata al rovescio. I gesti dei personaggi sono naturali come del resto avviene con il paese circostante. Le figure dei santi scendono a vivere in uno spazio umano, partecipano alla vita dell’uomo comune e rivelano sentimento di gioia o di sofferenza, ben diversi da quelli della tradizione bizantina che li vuole sospesi su fondi dorati.
Innovazioni artistiche di Giotto
Nella scena del Dono del mantello, il cielo non è più patinato d’ora ma di un limpido azzurro ed il paesaggio, pur ridotto all’essenzialità, è reale; si scorgono rocce, alberi, case. Il gesto del santo che fa dono del mantello al povero è molto naturale come lo è anche la presenza del cavallo che sta tranquillamente brucando. Nel Miracolo della fonte si narra l’episodio del miracolo compiuto dal santo facendo scaturire l’acqua affinché un assetato potesse bere. Il paesaggio è costituito da rocce scheggiate e i pochi alberi sono di dimensione ridotta e quasi rattrappiti non solo per la tecnica prospettica di lontananza, ma soprattutto per dimostrare l’ aridità del luogo che non permette una cresciuta rigogliosa e quindi rendendo ancora più miracoloso lo sgorgare di una fonte.
Un altro aspetto innovativo di Giotto, visibile nella scena della Rinuncia ai bene è il recupero dell’anatomia umana, che la pittura bizantina aveva rifiutato. Del santo, che sta spogliandosi dei suoi averi, si vedono il costato e le scapole e a questo si aggiunge una forte espressività nei gesti e nel volto: il padre mostra ira ed sarebbe pronto a colpire il figlio se il suo braccio non fosse trattenuto da un amico.
Esaltazione della natura
Il riquadro intitolato La predica agli uccelli, è forse l’affresco più noto del ciclo. Il tema affrontato è quello francescano dell’esaltazione di tutte le creature. Qui le piante sono molto rigogliose perché costituiscono il luogo dove vivono gli uccelli che sono protagonisti, insieme al santo del dialogo con la natura, una natura che è amica e non ostile come nel Miracolo della fonte.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato dei versi di Dante riguardo a Giotto e Cimabue?
- In che modo Giotto ha collaborato con altri artisti nella sua opera?
- Come viene rappresentato S. Francesco negli affreschi di Giotto?
- Quali innovazioni artistiche ha introdotto Giotto nelle sue opere?
- Qual è il tema centrale dell'affresco "La predica agli uccelli"?
Dante sottolinea che Giotto ha superato Cimabue nella pittura, evidenziando la grande stima di cui Giotto godeva già tra i suoi contemporanei, rendendo la fama di Cimabue "scura" in confronto (versi 94-96 del canto XI del Purgatorio).
Giotto ha lavorato con un gruppo di artisti e il suo allievo per affrescare la Basilica superiore, dove la sua mano è riconoscibile in opere come la scena di Esaù respinto da Isacco.
S. Francesco è rappresentato in modo realistico, calato nella sua dimensione storica, con edifici e oggetti che riflettono la vita quotidiana, a differenza della tradizione bizantina che lo idealizzava.
Giotto ha innovato utilizzando colori realistici, come il cielo azzurro, e ha recuperato l'anatomia umana, mostrando gesti espressivi e dettagli naturali, come nel Dono del mantello e nella Rinuncia ai beni.
L'affresco esalta il tema francescano della connessione tra S. Francesco e la natura, rappresentando un ambiente rigoglioso dove il santo dialoga con gli uccelli, simboleggiando una natura amica.