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La città del Medioevo

La città medievale si presentava con le sue mura merlate, dietro le quali svettavano alte torri e il campanile della chiesa madre. Essa poteva seguire l’andamento di un colle o adagiarsi nella pianura. Aveva comunque un forte legame con l’ambiente naturale, nel quale si inseriva con il colore delle facciate delle case, spesso in pietra locale, e con il territorio, collegandosi alle principali vie di comunicazione. Porte di città si aprivano in corrispondenza delle strade territoriali. All’interno, le vie si incontravano in una o più piazze, generalmente di forma irregolare. Queste erano luogo di mercato e di incontro della popolazione, che lì assisteva ad eventi religiosi, cortei, feste, spettacoli. Sulle vie, generalmente strette e non rettilinee, si affacciava una serie continua di palazzi, con le botteghe aperte sulle strade. Seguendo le vie principali si arrivava alla chiesa, con la piazza antistante; poco lontana da questa, si trovava un’altra piazza con il palazzo civico, realizzato generalmente dopo il Duecento, quando al potere religioso si affiancò quello politico. La chiesa e il palazzo civico divengono i centri della vita cittadina e i fulcri della nuova organizzazione urbana. Sovente, soprattutto a partire dal 1200, le famiglie più importanti abitavano, per motivi di difesa e di prestigio, in alte torri dette, appunto, case torri. Un tempo numerose, le torri creavano un insieme omogeneo. Non mancavano elementi di raffinato arredo urbano: i palazzi privati erano decorati e le loro finestre potevano aprirsi su loggiati. Le strade erano lastricate con pietre, mattoni o ciottoli. Un esempio lampante lo troviamo nel centro storico di Bologna, una veduta dall’alto della città.
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