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Basilica di San Miniato al Monte (Firenze)


Dati

Nome: Basilica di San Miniato al Monte
Data: XI-XII secolo
Collocazione: Firenze
Materiali: serpentino e marmo (facciata)

Lettura dei segni

Si tratta di una basilica a tre navate. La facciata è divisa in due fasce principali. Quella inferiore è formata da sei semicolonne con capitelli compositi che sorreggono cinque archi a tutto sesto. Tre degli spazi creati sono adibiti a contenere le porte di ingresso, mentre i restanti (secondo e terzo) presentano decorazioni geometriche, formate da rettangoli. Lo spazio delimitato dagli archi presenta decorazioni a rettangoli accostati. La fascia superiore mette in evidenza la geometria della chiesa, evidenziando le tre navate. Ha una decorazione più complessa. Due coppie di lesene corinzie al centro delimitano tre spazi: quelli esterni presentano decorazioni rettangolari e il disegno di due rosoni stilizzati, mentre quello centrale è occupato nella parte inferiore da una finestra incorniciata da due colonne, sorrette da teste di leone marmoree, che sono sormontate da un frontespizio al cui centro è presente un intarsio di un vaso tra due colombe. Nella parte superiore si trova il mosaico di Cristo tra la Vergine e san Miniato. I semitimpani laterali in corrispondenza delle navate laterali presentano decorazioni che ricordano l’opus reticulatum romano. Alla sommità si eleva un grande timpano triangolare, molto elaborato dal punto di vista decorativo.
All’interno la basilica presenta una pianta rettangolare a tre navate, senza transetto. La mancanza di volte a crociera rende necessaria la presenza di solo quattro pilastri compositi, collegati trasversalmente da arconi a tutto sesto. La navata viene così divisa in tre campate rettangolari. Sui lati confinanti con le navate laterali sono delimitate da una coppia di colonne con capitelli corinzi, sormontati da un pulvino a gola. Una trabeazione a tre fasce alternate verdi e bianche corrono tangenti agli archi delle colonne minori. Il presbiterio e il coro sono rialzati e contengono un magnifico pulpito. L’altare è coperto da una volta a botte decorata, sorretta da due colonne. Sulla parete dietro all’altare è presenta la pala d’altare. Ai lati di questa struttura sono presenti due dei cinque ingressi alla cripta, che è formata da volte a crociera sostenute da trentotto colonne. Alla fine delle navate laterali sono presenti due scalinate per accedere alla parte superiore, e gli altri ingressi per la cripta. C’è una sola abside, il cui catino è decorato da un mosaico. Il soffitto è realizzato a capriate lignee.

Significato dei segni

La basilica è uno dei più antichi insediamenti benedettini della Toscana. È stata costruita sui resti di un’originaria chiesa carolingia. La costruzione partì nel 1013, venne consacrata nel 1018, ma i lavori proseguirono fino a tutto il XII secolo. È dedicata a San Miniato, primo martire della città. Fu probabilmente un mercante greco o un principe armeno in pellegrinaggio a Roma. La leggenda racconta che, intorno al 250, arrivato a Firenze, iniziò la vita di eremita e che fu decapitato durante le persecuzioni anticristiane dell'imperatore Decio, andandosene poi dal luogo dell'esecuzione con la sua testa in mano e arrivando dall'altra parte dell'Arno sul luogo del suo eremitaggio, sul Mons Fiorentinus. In seguito, su questo luogo, fu eretto un santuario e, nell'VIII secolo, una cappella, che diventerà l’odierna basilica. La maggior parte dei mosaici all’interno risalgono al XIII secolo e sono opera di Luca della Robbia, Taddeo Gaddi e Agnolo Gaddi.

Colore e significato

Le decorazioni a tarsia bicroma sono realizzate con marmo bianco e serpentino verde, che creano un forte contrasto, il quale incute nel visitatore un senso di stupore. I mosaici realizzati principalmente con colori caldi, contrastano con le decorazioni, in modo particolare nella facciata e nel catino absidale.

Composizione

La pianta è rettangolare, formata da tre navate, delle quali quella al centro è maggiore. Sulla facciata prevale la presenza del modulo: nella ripetizione delle lesene che sorreggono gli archi e nei disegni decorativi a tarsia, che consistono in figure semplici. Anche all’interno le decorazioni riprendono il concetto modulare e geometrico. Infatti, le decorazioni stilizzate sono formate da accostamenti e sovrapposizioni di figure piane. La forma arrotondata degli archi, del catino absidale, dei pilastri e delle colonne contrastano con la rigidità e geometricità dei disegni. Tutti gli elementi (decorazioni e strutture) sono simmetrici.

Significato composizione

Il concetto modulare e la forte presenza della simmetria danno un senso di compattezza e solidità all’edificio. Le forme morbide degli archi e delle colonne contrastano con i disegni geometrici, mettendo in risalto le parti strutturali citate. Il grande timpano triangolare della facciata conferisce un senso di slancio verso l’alto. Anche l’assenza del transetto conferisce alla pianta un aspetto più compatto e unito. La simmetria dà un senso di armonia ed equilibrio.

Volume

Il volume all’esterno è dato dalle semicolonne, in quanto non vi sono parti strutturali particolarmente emergenti. Solo il grande timpano suggerisce il volume della navata centrale. Le decorazioni disegnano idealmente un portico (assente), dando alla facciata un aspetto bidimensionale, al posto di quello tridimensionale normalmente presente negli edifici con un portico. Le poche colonne e i pilastri dividono l’interno in pochi spazi, ma che risaltano comunque la volumetria interna della navata centrale. In questo modo la successione dei volumi risulta meno incalzante, ma si percepisce comunque il grande spazio interno. La posizione sopraelevata del presbiterio e del coro mette in risalto questa zona.

Significato del volume

All’esterno il volume conferisce un senso di tranquillità, armonia e compostezza, mentre all’interno provoca nel visitatore un senso di stupore, dato dalla presenza di un grande spazio unico, dovuto al basso numero di colonne e pilastri. Questa caratteristica dona anche un senso di grande e sereno equilibrio. L’elevazione del presbiterio si può simbolicamente vedere come la vicinanza dei sacerdoti al cielo, a Dio.

Significato dell’opera

La Basilica di San Miniato al Monte è uno dei migliori esempi del romanico fiorentino. L’interpretazione disegnativa che Firenze dà al Romanico è complessa e personale. Ciò la costringe a rimanere un’esperienza isolata all’interno del panorama architettonico italiano. Infatti, esso verrà compreso solo nel XV secolo dagli artisti del Rinascimento, dove vi troveranno le risposte adeguate al loro desiderio di misurare e razionalizzare lo spazio.
Elementi come la cripta seminterrata, il presbiterio rialzato, la presenza di un’unica abside e la copertura a capriate lignee del soffitto costituiscono degli indizi di evidente aderenza ai modelli costruttivi paleocristiani.
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