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Affreschi della Basilica San Clemente

Prima che la basilica inferiore di San Clemente fosse abbandonata per costruirne un’altra al di sopra, nel nartece e nella navata si realizzarono gli affreschi con le Storie dei santi Alessio e Clemente, suddivisi in quattro episodi, uno dedicato al primo santo e tre al secondo, esempio dello stile romano di quel tempo rappresentato dal Miracolo del tempietto. La scena narra di un bambino dimenticato dalla madre e ritrovato dopo un anno presso la tomba di san Clemente in fondo al mar Nero, quando le acque si ritirarono miracolosamente per consentire il culto del martire, gettato in mare legato ad un’ancora. La madre raccoglie il figlio in primo piano, quindi lo abbraccia teneramente appena dietro; attorno al tempietto con la tomba c’è il mare con le sue creature, mentre accanto il clero accorre dalla città. Lo stile è veloce, spontaneo e vivace; gesti ed espressioni sono enfatizzati per facilitare la comprensione del messaggio e coinvolgere emotivamente il fedele. Sono presenti tuttavia anche riferimenti “alti” all’antica pittura romana e paleocristiana, come i colori e le prospettive architettoniche.

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