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Abbazia di Sant'Angelo in Formis


È una basilica minore situata a Sant’Angelo in Formis, frazione di Capua (CE).

La chiesa è costruita su un tempio romano dedicato a Diana, probabilmente per la vasta area verdeggiante presente intorno, e le rovine del suo podio sono ancora visibili “sotto” l’odierno pavimento. (foto)

Essendo stata spogliata in epoca rinascimentale di marmi e materiali preziosi all’interno come all’esterno, colonne, capitelli e mosaici appartengono alle più diverse architetture e culture perché sostituiti da esemplari e materiali provenienti da ricostruzioni successive. (foto)

Mosaico esagonale regolare affiancato da uno di rombi e quadrati. (foto) Tassellato irregolare (foto)


Porticato esterno: due colonne di granito grigio e due di marmo cipollino di diametri non coincidenti, con capitelli corinzi di fattura diversa e basamenti non corrispondenti.

Esempi di colonne interne: marmi diversi e capitelli decorati diversamente.(foto)

La facciata esterna presenta un’iscrizione che designa l’abate Desiderio come fondatore della basilica dal 1066 al 1072: “Salirai al cielo, se conoscerai te stesso, come Desiderio che, pieno di Spirito Santo, adempiendo alla legge, edificò il tempio a Dio, affinché colga il frutto che non conosce fine”. Eccolo infatti che regge il modellino della chiesa (anche se differente da quella a noi pervenuta).


Abside centrale con i quattro Evangelisti e sotto i tre Arcangeli con Michele in mezzo, a cui la basilica era consacrata.(foto)

Nel grande affresco della controfacciata è raffigurato il Giudizio Universale che ricalca lo schema iconografico bizantino, particolarmente diffuso in quel periodo. In alto, tra le finestre, sono raffigurati i quattro angeli con le trombe del Giudizio; nella fascia centrale vi è rappresentato Cristo Giudice con la mandorla apocalittica, tra gli Apostoli seduti sui troni; più in basso i Beati, ed infine i Dannati.

In posizione centrale: San Benedetto. (foto)

I cosiddetti “alberi del bene e del male” raffigurati sul pavimento il cui significato però non è molto chiaro. (foto)


Vicino all’altare un'aquila acefala regge negli artigli il Vangelo di Giovanni con il primo versetto "in principio erat verbum", ”in principio era il verbo”.

La Croce di Cristo “sostenuta” dalla colonna sottostante. (foto)


In un blocco di marmo di una finestra del campanile dell’abbazia c’è un bassorilievo di una testa ricciuta (purtroppo cancellata dal tempo e perciò poco visibile) che si crede ispirata alla descrizione di Cicerone dei Capuani; montata sottosopra forse perché appartenente in origine a un altro complesso.(foto)

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