Tomba François


La Tomba François è una delle più significative opere artistiche che testimoniano com’era il clima durante le guerre di espansione di Roma ma che è anche un invito all'unità della nazione etrusca e alla condanna delle lotte interne.
Scoperta nell'aprile del 1857 dall'archeologo, nonché Commissario regio di Guerra e Marina del Granducato di Toscana, Alessandro François,a cui fu intitolata, oggi si trova nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci.
La particolarità dei suoi affreschi risiede nell’intreccio tra storia e leggenda e nella presenza di didascalie di chiarimento.
Questo straordinario monumento etrusco è costituito da sette camere raccolte attorno a un unico atrio e ad un tablino, in un ipogeo scavato nella siltite.
Ai lati della porta d'ingresso si hanno quattro figure di uomini segnati da una sorte tragica e condannati a morte proprio per l'arroganza con cui tentano di opporvisi. Sul lato sinistro della sala troviamo le figure di Nestore e Fenice e agli antipodi quella del vel satires, il fondatore della tomba vestito come un trionfatore nell'atto di leggere il futuro dal volo di un uccello trattenuto dal suo schiavo. L’ambiente finale della sala, dove si trova il tablinio, è decorato dal condottiero etrusco raffigurato come un prigioniero che viene liberato dal re Mastana, e il suo ingresso, decorato con due scene di combattimento. L’ultimo dipinto raffigura l'uccisione dei prigionieri troiani voluto da Achile in onore di Patroclo.
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