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Concetti Chiave

  • Nel periodo arcaico, le statue presentano uno stile rigido e statico, evidenziato dal sorriso arcaico e dalla simmetria nei soggetti.
  • Durante il periodo severo, le statue mostrano un approccio più realistico alla rappresentazione del movimento e iniziano ad utilizzare il bronzo come materiale.
  • Il periodo classico segna l'apice della statuaria greca, con proporzioni armoniose e pose naturali che seguono una composizione equilibrata a "chiasmo".
  • Nel periodo tardo classico, le statue manifestano uno squilibrio, riflettendo le tensioni storiche della Grecia e la ricerca di nuovi ideali di bellezza.
  • Il periodo ellenistico si distingue per l'emozione intensa nelle sculture, che spesso ritraggono gli sconfitti, come nel caso del "Galata morente" e del "Galata suicida".

Stile arcaico e statue rigide

Nel periodo arcaico, le statue ricordano lo stile egizio.

I soggetti rappresentati hanno sempre un atteggiamento rigido e sono in posizioni statiche, come nel caso della Kòre, o “Dama di Auxerre”. La donna è rappresentata a piedi uniti, abbigliata con un peplo, i capelli sono ricci “a lumachelle” e il volto è piatto e triangolare. La simmetria nella statua è rotta dal braccio destro che si piega poggiando la mano sul petto.

Un altro esempio è quello del Koùros, completamente nudo, al contrario della Kòre, in cui le braccia sono entrambe distese lungo il corpo ma i piedi sono uno davanti all’altro.

Un elemento che caratterizza la statuaria di questo periodo è il sorriso arcaico, un incurvamento delle labbra che dava un senso di beatitudine. Inoltre, si pensa che gli artisti dell’epoca non fossero in grado di ricreare delle vere e proprie labbra.

Transizione al periodo severo

Con il periodo severo le statue cominciano ad avere un aspetto più realistico, infatti, dietro alle opere c’era uno studio del movimento più accurato. La muscolatura non è più solo incisa ma rappresentata con volumi tondeggianti.

Durante questo periodo si comincia ad utilizzare un nuovo materiale, il bronzo. Un’importante statua in bronzo risalente al periodo severo è quella di “Zeus di Capo di Artemisio”, che rappresenta un’azione molto complessa, generata dalla torsione del busto, della testa e dalla gamba sinistra.

Apice della statuaria classica

Con il periodo classico, la statuaria greca raggiunge l’apice della perfezione: la misura della testa diventa un modulo base per la rappresentazione dei soggetti. Le pose sono naturali e seguono una composizione a “chiasmo”, che distribuisce i pesi dando equilibrio alla statua.

Un esempio di scultura classica è il “Doriforo”, realizzato da Policleto, anche se quella che ammiriamo oggi è una copia romana.

In greco “Doriforo” è “colui che porta la lancia”.

Il suo corpo misura otto volte la testa. Il ritmo incrociato degli arti determina il movimento del bacino e delle spalle.

Squilibrio nel tardo classico

Con il periodo seguente, il periodo tardo classico, le statue non sono più in equilibrio, a causa del momento di guerra che sta affrontando la Grecia, e che sta influenzando gli artisti, che sono alla ricerca di un nuovo ideale di bellezza.

Tutte le statue hanno bisogno di un sostegno, e alcune statue che mostrano questo squilibrio sono “Ermes con Dionisio bambino”, poggiato su un drappo, e “Apollo Sauroctono”, poggiato su un tronco.

Qui vengono rappresentate scene di intimità della vita quotidiana.

Altre importanti statue risalenti a questo periodo sono le statue danzanti, quali la menade e il satiro, praticanti riti dionisiaci.

Lo scopo era quello di portare la danza allo stato di ebbrezza.

Espansione ellenistica e pathos

Nel periodo ellenistico, con Alessandro Magno, la cultura greca viene esportata diventando universale.

Vi è un nuovo interesse per il sapere che trasforma radicalmente il linguaggio artistico, e i soggetti vengono resi coinvolgenti in quanto ricchi di pàthos.

Alcuni esempi di sculture ellenistiche sono i Galati, per celebrare la vittoria sui Galati, in particolare il “Galata morente” e il “Galata suicida”.

Di grande impatto emotivo è la scelta di rappresentare non i vincitori ma gli sconfitti.

Il “Galata morente” presenta folti capelli divisi in ciocche, e al collo ha il tòrques, simbolo d’onore.

Nel “Galata suicida” un uomo sta conficcandosi la spada nel petto, mentre con l’altro braccio sostiene la compagna uccisa poco prima.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le caratteristiche principali delle statue del periodo arcaico?
  2. Le statue del periodo arcaico, come la Kòre e il Koùros, presentano un atteggiamento rigido e posizioni statiche, con un sorriso arcaico che conferisce un senso di beatitudine, ma mostrano una limitata capacità di rappresentare dettagli realistici, come le labbra.

  3. Come si evolve la statuaria greca nel periodo severo?
  4. Nel periodo severo, le statue iniziano a mostrare un aspetto più realistico grazie a uno studio accurato del movimento e all'uso del bronzo, come evidenziato dalla statua di “Zeus di Capo di Artemisio”, che rappresenta un'azione complessa.

  5. Qual è l'importanza del “Doriforo” nel periodo classico?
  6. Il “Doriforo”, realizzato da Policleto, rappresenta l'apice della perfezione nella statuaria classica, con proporzioni armoniche e pose naturali che seguono una composizione a “chiasmo”, evidenziando il movimento del corpo.

  7. In che modo il periodo tardo classico riflette il contesto storico della Grecia?
  8. Nel periodo tardo classico, le statue mostrano uno squilibrio, influenzato dalla guerra, con opere come “Ermes con Dionisio bambino” e “Apollo Sauroctono” che richiedono sostegno e rappresentano scene di intimità quotidiana.

  9. Quali sono le novità artistiche del periodo ellenistico?
  10. Il periodo ellenistico segna un'espansione della cultura greca e un nuovo interesse per il pathos, con sculture come il “Galata morente” e il “Galata suicida” che esprimono emozioni intense e celebrano la sconfitta piuttosto che la vittoria.

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