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Arte egiziana (quadri e sarcofagi)

Per le loro opere d'arte, gli egiziani inizialmente sfruttavano i colori naturali, ricavati cioè dalla natura, mescolati con l'albume d'uovo. Questi colori però col passare del tempo non resistevano, ciò capitava soprattutto nelle tombe, e fu così che nacquero gli affreschi.
Negli affreschi, i personaggi venivano raffigurati con il viso laterale e gli arti e il corpo frontali. Gli animali invece erano completamente frontali.
Inoltre vi era un importante canone, cioè quello della colorazione delle pelle. Se la pelle del personaggio era chiara, indicava che era una donna perché le donne rimanevano in casa ad occuparsi delle pulizie e dei figli, quindi non si abbronzavano. Se invece la pelle era scura, indicava un uomo.

Oltre alla prospettiva, nei quadri egiziani mancava anche il chiaroscuro, perché essi non davano troppa importanza all'apparenza, ma la vero significato del quadro.
col passare degli anni e con la successione dei faraoni, nacque il rilievo inciso e si sviluppò molto l'utilizzo e l'arte dei sarcofagi. Il rilievo inciso consisteva nell'incidere i contorni di una determinata figura per poi dipingerla. I sarcofagi erano invece dei "contenitori" per i defunti mummificati, presentavano una forma simile a quella del corpo umano, venivano spesso dipinti con delle scene della vita del defunto ed erano sfruttati soprattutto dai più ricchi.
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