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I grandi temi dell’arte etrusca

Il costante pensiero della morte: Nelle tombe si esprime una concezione dell’aldilà tormentata, priva di certezze. Talvolta i dipinti compongono veri e propri cicli pittorici: lo schema è quello delle scene di commiato sulle pareti principali, con cortei o banchetti su quelle laterali. A partire dal V secolo a.C. le figurazioni assumono toni drammatici, quasi presagendo la decadenza della stessa civiltà etrusca. Ricchi corredi funerari: Nelle tombe etrusche sono stati rinvenuti ricchi corredi funerari comprendenti armi, vasi, gioielli e altri oggetti personali. Sono pezzi raffinati, le cui forme e decorazioni compongono un repertorio figurativo molto vasto. Un repertorio figurativo molto vasto. Gli oggetti, peraltro, hanno spesso diversa provenienza: le città fenicie e della Magna Grecia, Cipro e le isole del Mediterraneo orientale. L’uso sistematico dell’arco: Gli Etruschi hanno utilizzato per la prima volta in Italia l’arco in modo sistematico. Questo sistema costruttivo trova impiego nelle grandi opere urbane, quali le porte che si aprono nelle imponenti mura (porte di Volterra e di Perugia). Nei templi, invece, gli Etruschi fanno riferimento ai principi costruttivi e formali dell’architettura greca. Le figure sono immobili, poiché la composizione è simmetrica e frontale. La loro staticità è evidenziata dalla posizione delle braccia, accostate al busto; tuttavia, l’avanzare della gamba sinistra accenna al movimento. La scultura è massiccia, concepita per larghe masse squadrate; essa ricorda, nella sua forza, l’architettura dorica dello stesso periodo. Il forte chiaroscuro emerge dal netto contrasto tra luci e ombre, che accentua il senso del volume. Le parti anatomiche sono evidenziate schematicamente da linee ben incise.
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