Oreficeria

Tutto il Villanoviano vede in grande sviluppo la lavorazione dei metalli nobili, gli orafi affinano le tecniche con lo sbalzo, la granulazione e la filigrana fra i prodotti di questo artigianato spiccano le fibule (che sono le odierne spille da balia), i pettorali e i braccialetti. L'uso dell'oro e di altri metalli preziosi, evidenzia il processo di differenziazione socio – economica già evidente nelle comunità Villanoviane, visto che tali metalli non erano reperibili localmente. Le tecniche della granulazione e della filigrana, si devono al trasferimento di orafi di estrazione levantina. A Palestrina è stato ritrovato un pettorale di donna che raffigura tanti leoni ed altri soggetti, tutto è stato ottenuto dall'unione di tante sferette d'oro (tecnica della granulazione). Le botteghe più feconde le possiamo trovare nell' Etruria meridionale, a Cere in particolare, i loro prodotti vengono esportati in tutto il territorio Etrusco, e raggiungono anche i principi di Preneste e di altre comunità del Lazio e della Campania. Già al tempo degli Etruschi esistevano degli anelli – sigillo, che erano completamente d'oro, oppure il sigillo era fatto con una pietra, venivano usati proprio per apporre dei sigilli e per abbellirsi. Spesso raffiguravano degli stemmi, come ad esempio degli scarabei, simboli molto ricorrenti in Etruria. L'oro viene anche usato per costruire vasi preziosi. Dopo il periodo intensissimo dell'orientalizzante, l'oreficeria non cessa la sua produzione, ma anzi si arricchisce di influenze micro asiatiche del periodo arcaico, della moda ellenistica, e di modelli classici, evidenzia ad ogni modo il potere economico del periodo di produzione.

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