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L’arte e la religione degli Etruschi

Conosciamo l’arte etrusca soprattutto attraverso le scoperte dell’archeologia, che ha riportato alla luce numerose statue, vasi, gioielli, pitture murali e su ceramiche. Molte di queste pitture ornano le pareti dei sepolcri. Nell’architettura gli Etruschi introdussero la volta a cupola e l’arco; innalzarono mura ciclopiche, di cui restano tuttora in piedi cospicui avanzi; costruirono templi a tre navate ornati con sculture. Nella scultura non utilizzarono il marmo, come avevano fatto i Greci, ma la terracotta e il bronzo. Fusero nel bronzo la mirabile Chimera e modellarono nella terracotta l’Apollo di Veio. La religione: gli Etruschi adoravano molti dei del cielo, della terra e del mare. La triade divina del cielo era costituita da Tinia (Zeus per i Greci, Giove per i Romani), Uni (Giunone) e Menrva (Minerva). Seppellivano solennemente i loro morti in sarcofaghi di pietra o di terracotta; sul coperchio una statua raffigurava il defunto. Credevano nella vita d’oltretomba, nel premio concesso ai buoni, nel castigo inflitto ai malvagi. La religione prescriveva non solo il culto dei morti, ma anche la pratica della divinazione. I sacerdoti etruschi credevano di poter indovinare il futuro osservando il volo degli uccelli o le viscere degli animali sacrificati agli dei. Influenze etrusche sui Romani: Roma elaborò la sua prima civiltà entro la sfera d’influenza etrusca. Dagli Etruschi i Romani accolsero molto cose: ebbero in comune alcune divinità (Giove, Giunone, Minerva), praticarono l’aruspicina (l’arte della divinazione), costruirono edifici secondo gli schemi architettonici dell’arco e della volta, introdussero nell’Urbe i giuochi dei gladiatori, accettarono alcuni simboli del potere e dell’autorità, come la sedia curule e il fascio di verge con la scure.
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