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L'Altare di Pergamo

Il grande Altare di Zeus, che sorgeva su una terrazza dell'acropoli di Pergamo, celebrava la potenza raggiunta dalla capitale ellenistica. L'altare infatti trasforma in senso monumentale un edificio già esistente ed è costituito , sul quale è eretto l'altare vero e proprio, accessibile tramite un'ampia scalinata delimitata da due ali del podio stesso. Il monumento è anche l'opera che meglio illustra la tendenza patetica affermatasi in età ellenistica soprattutto nella scultura asiatica: il podio è decorato da un fregio monumentale continuo raffigurante una Gigantomachia, mentre l'interno del peristilio è ornato da un fregio continuo di dimensioni più ridotte, raffigurante le Storie di Telefo, mitico fondatore di Pergamo e figlio di Ercole. L'autore di questo complesso programma decorativo fu probabilmente Piromaco,celebre artista pergameno. La Gigantomachia costituisce un tema legato all'affermazione della sovranità di Zeus ed è quindi adatta a decorare l'altare a lui dedicato. Il fregio, lungo oltre 120 metri, comprendeva circa 110 figure, ciascuna accompagnata dal nome iscritto sulla cornice. La scena è tumultuosa e spettacolare, per esprimere la potenza degli dei, ma risponde anche a una logica rigorosa nella disposizione delle figure: Zeus, per esempio, è affiancato dai figli Eracle a sinistra e Atena a destra, mentre Ares e Afrodite, amanti combattono vicini. L'iconografia è ricca e complessa e contiene sia riferimenti classici sia immagini realistiche. Lo stile è patetico, soprattutto nella resa drammatica dei volti e dei corpi dei giganti. Inoltre la diversa resa delle superfici, che differenzia i vestiti dai mantelli e dalle pelli di animali indossati dai combattenti, è un'ulteriore dimostrazione dell'abilità dello scultore. La scelta di decorare l'interno del peristilio con un fregio è fortemente innovativa, perché generalmente le pareti erano ornate da affreschi e non da rilievi. Lo stile narrativo delle Storie di Telefo riprende modelli pittorici: le figure non occupano tutta l'altezza del rilievo e l'idea di profondità spaziale è suggerita sia dalla collocazione dei personaggi su piani diversi, sia dalla presenza di elementi descrittivi sullo sfondo. La vita di Telefo è raccontata per episodi, che vanno dalla nascita alla morte e includono momenti drammatici, come l'abbandono di Telefo e della madre in una barca. Il ritmo delle narrazione è comunque vario e la composizione alterna scene ricche di pathos ad altre più pacate.

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