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La vittoria di Sparta

La capitale dell’Attica si difese ancora con tenacia ed ottenne anche qualche parziale successo. Ma, alla fine, dovette cedere. Il grande ammiraglio spartano Lisandro batté gli Ateniesi presso il fiume Egospotamos, e l’anno dopo la stessa Atene fu assediata ed espugnata. Le condizioni di pace furono assai dure. Atene doveva abbattere le mura, consegnare tutta la flotta e rinunciare al governo democratico. La città, che era riuscita a respingere i Persiani, era prostrata. La lunga lotta aveva, però, logorato anche Sparta: ed infatti il superbo dominio dorico non sarà lungo. Il dominio di Sparta pesava su tutta la Grecia. Ben presto si levarono in armi contro i Lacedemoni alcuni uomini che avevano fede nella restaurazione delle libere istituzioni. Costoro trascinarono nella lotta per l’indipendenza i loro concittadini. I presidi spartani furono cacciati e tornarono al potere i partiti democratici: Tebe si pose alla testa degli insorti e portò la guerra nel Peloponneso. Però anche le vittorie tebane non furono decisive e la pace trovò i contendenti stanchi e spossati dalle lunghe lotte. Il dominio di Sparta: La rigida disciplina e l’organizzazione militaresca di tutta la popolazione, lo spirito guerriero e l’unità del comando avevano reso possibile la vittoria di Sparta nella guerra del Peloponneso. Così all’egemonia ateniese seguì l’egemonia dei Lacedemoni. Gli Spartani non furono, però, all’altezza della situazione e dimostrarono apertamente di essere solo un arcigno popolo di guerrieri che vivevano tiranneggiando la messa degli Iloti. La loro costituzione era ormai superata dai tempi e dagli eventi. Essi avevano lottato contro l’Impero ateniese promettendo la libertà a tutti i Greci. Ora, invece, apparivano più intransigenti di Atene e facevano sentire alle varie città il peso della loro forza. Imposero con la violenza governi aristocratici e costrinsero le popolazioni a subire le angherie dei presìdi che erano stati collocati ovunque per opprimere il partito democratico. La brutalità dorica suscitò ben presto di malcontento generale, l’odio contro i dominatori e l’aperta rivolta.
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