pexolo di pexolo
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Per sconfiggere un Annibale che si trovava ancora nel sud Italia con un esercito privo di contingenti freschi e in cui le defezioni cominciavano ad aumentare, ma che continuava a far sollevare città sicule contro Roma (pur ritenuta una tattica destinata a fallire), l’idea di tentare di nuovo una guerra in Africa non sembrava la migliore. Secondo Scipione non c’era altro modo di sconfiggerlo: egli aveva posto fine ai rifornimenti dalla Spagna, ma soltanto portando la guerra in Africa avrebbe bloccato i rifornimenti dalla madrepatria; grazie alla sua forza familiare Scipione riuscì ad imporre il suo punto di vista alla nuova classe dirigente. La Seconda Guerra Punica si concluse con la grande vittoria di Zama, preparata in due anni di permanenza sul suolo africano: Scipione sbarcò in Africa nel 204 a.C. e vinse a Zama nel 202 a.C.; ma egli non avrebbe vinto se non avesse ottenuto, grazie ad una capillare opera di spionaggio e ad aiuti di diversi popoli africani (come quello guidato da Massinissa) oppressi dai tributi imposti da Cartagine dopo la Prima Guerra Punica. In seguito al trionfo gli fu assegnato in cognomen ex virtute “Africano” e gli furono attribuite origini divine; in queste celebrazioni veniva esposto tutto ciò che la guerra aveva permesso a Roma di ottenere (uomini, animali, salmerie, prodotti agricoli che prima non si conoscevano, etc.). Tra i soldati nascono ora, poiché un uomo veniva esaltato come un dio stimolando ciò che già i Greci chiamavano phthonos ton theón (invidia degli dèi, provocata da un uomo che esaltato al loro pari), canti pieni di ingiurie contro il generale perché la sua enorme gloria potesse essere ricondotta ai vili umani; essi presero il nome di Fescennini, il cui genere letterario, secondo alcuni storici della letteratura, portò alla nascita della commedia. Il patto con Cartagine fu umiliante: doveva consegnare tutte le navi (a parte 10 triremi), non poteva più essere la città mercantile che era stata sinora, ma sarebbe trasformata in una città di terra e in cinquant’anni avrebbe dovuto pagare 260 tonnellate d’argento a titolo di risarcimento. Il riprendersi gli costò una fatica enorme: fu il protrarsi per cinquant’anni di una politica così dura, voluta da senatori capeggiati da Catone, a provocare la Terza Guerra Punica, dopo la quale Cartagine non riuscì più a riprendersi.

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