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Spartizione dell’Impero di Alessandro

Alessandro morì senza lasciare eredi. I suoi generali, che aspiravano alla successione, guerreggiarono aspramente per prevalere l’uno sull’altro. Alla fine l’Impero venne smembrato in vari Stati, dei quali i principali furono: a) il Regno di Siria, sul quale dominava la dinastia dei Seleucidi, discendenti del Re Seleuco; b) il Regno d’Egitto, sul quale regnavano i Tolomei, così detti dal fondatore Tolomeo I; c) il Regno di Macedonia, dominio di Antipatro e dei suoi successori. In Grecia non cessarono le discordie tra le città. Si costituirono due nuove leghe: la Lega Etolica e la Lega Achea. Intanto una nuova potenza, approfittando delle lunghe lotte, si apprestava all’intervento: Roma. E Roma riuscì nell’impresa: vinse i Macedoni, sottomise i Greci e occupò tutta la penisola. Economia e strutture politiche: La civiltà alessandrina è caratterizzata dal sorgere di nuove grandi città: Pergamo nell’Asia Minore, Antiochia in Siria, Alessandria in Egitto. Nelle ampie vie, nelle piazze grandiose, tra i colonnati marmorei, si agita una folla cosmopolita, dedita all’artigianato e al commercio. Le città-stato della Grecia vanno declinando e la loro indipendenza è ormai relativa. La nuova forma di organizzazione politica è la monarchia assoluta. Il potere appartiene tutto al sovrano, che governa per mezzo dei ministri e della burocrazia e si vale della forza dell’esercito. Sulle monete non è più rappresentata l’immagine del dio protettore, ma l’effigie del Re. Questo signore di popoli cinge il diadema, regge lo scettro, veste con sfarzo, vive in uno splendido palazzo, circondato da una guardia del corpo. Alle supreme cariche non sono, tuttavia, chiamati i membri di una casta chiusa, ma tutti coloro che dimostrano di essere capaci, prudenti ed esperti.
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