Società ed economia


La società babilonese era divisa in tre classi: i liberi, ovvero i proprietari agricoli, i dignitari, i sacerdoti, gli ufficiali e i funzionari; i semi libero, i quali, pur godendo della libertà personale, non possedendo né terre né mezzi di produzione dipendevano per la propria sopravvivenza dal palazzo o dal tempio e costituivano la maggior parte della popolazione; infine gli schiavi, per lo più prigionieri di guerra p acquistati nei paesi vicini o, ancora, uomini ridotti in schiavitù a causa dei debiti.
Tuttavia la legislazione babilonese vietò progressivamente questa pratica e la sostituì con l'obbligo per i debitori, di svolgere prestazioni di "lavoro coatto" per conto del creditore. Durante il regno di Hammurabi, là Mesopotamia visse un periodo di grande floridezza economica: in particolare fu incrementata l'efficienza delle opere di canalizzazione delle acque, costruendo un acquedotto di oltre 80 km per portare acqua in zone desertiche, aumentando così notevolmente la produttività agricola. Babilonia infatti era famosa per i suoi giardini pensili, costruiti sui tetti dei palazzi, e per i suoi orti, costantemente irrigati, in cui si produceva ogni genere di frutta. A ciò si aggiungono la fiorente produzione artigianale e un'intensa attività commerciale , che fece della regione un crocevia importante per il commercio tra Occidente e Oriente. Il commercio si basava sul baratto, anche se le merci potevano essere "pagate" con metalli preziosi grezzi (oro, argento e anche rame).

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