Concetti Chiave
- Le città ellenistiche sono state fondate su resti di antichi villaggi e in aree disabitate, differendo radicalmente dalla polis classica sia urbanisticamente che socialmente.
- La struttura sociale delle nuove città era caratterizzata da una mescolanza di etnie, rendendole cosmopolite e poliglotte, con quartieri distinti per diverse culture.
- I collegamenti tra le città favorivano non solo il commercio, ma anche la cultura, con migranti attratti dalle biblioteche per scopi scientifici.
- Politicamente, le città ellenistiche avevano un ruolo amministrativo, rispondendo a organi più grandi e ospitando la corte nelle capitali, circondate da classi dirigenti greco-macedoni.
- I sovrani incentivavano la fondazione di nuove città per motivi di propaganda e diffusione della cultura greco-macedone, semplificando anche l'amministrazione.
Indice
Evoluzione delle città ellenistiche
Un’istituzione di importante rilievo in questo periodo storico fu indubbiamente quella delle città, le quali vennero fondate sempre più numerosi sia sui resti di antichi villaggi sia in località deserte e disabitate. La città ellenistica si configura però in maniera totalmente diversa rispetto alla polis di età classica. Prima di tutto da un punto di vista urbanistico, secondo lo schema analizzato da Ippodamo di Mileto, la “nuova” città era totalmente sprovvista di un’acropoli che solitamente fungeva da centro religioso e al posto di un agorà, centro invece politico, vi era una piazza con un ruolo per lo più commerciale, tanto da essere spesso collegata direttamente col porto. Il ruolo della piazza muta dunque e da luogo “degli uguali”, diventa luogo degli “ugualmente sottomessi”.
Struttura sociale e culturale
Se si vuole però analizzare la città di nuova fondazione da un punto di vista sociale bisogna tenere conto del miscuglio di genti che la abitava: per questo motivo essa era divisa in quartieri distinti corrispondenti ad etnie diverse. In questo la città differisce straordinariamente da una polis come quella dell’Atene del V secolo, la quale vantava la propria autoctonia, tanto da concedere diritti inferiori perfino ai cittadini stranieri, ai meteci. Si può quindi dire che la “nuova città” è cosmopolita, poliglotta, multirazziale in quanto fa esperienza di una mescolanza attiva di varie genti (si parla di sincretismo).
Nascono poi anche collegamenti tra le varie città interessanti non solo da un punto di vista commerciale, ma anche culturale. Molti infatti erano i “migranti” per ragioni scientifiche, i quali per esempio si spostavano anche spinti solo dall'idea di poter consultare i volumi delle biblioteche.
Ruolo politico e amministrativo
Da un punto di vista politico, la funzione della polis assumeva rilievo per lo più da un punto di vista amministrativo, poiché rispondeva ad un organo più grande (a differenza delle poleis classiche). In particolare nella capitale vi era anche la sede della corte con tutti gli edifici reali. Essa era abitata per lo più dalla classe dirigente e qui, bisogna intendere gente di stirpe greco-macedone.
I sovrani cercano di incentivare la fondazione di città per motivi di propaganda di immagine, per l’estendersi della cultura greco - macedone e per una facilità amministrativa.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali differenze tra le città ellenistiche e le polis classiche?
- Come era strutturata la società nelle nuove città ellenistiche?
- Qual era il ruolo politico delle città ellenistiche rispetto alle poleis classiche?
Le città ellenistiche si differenziano dalle polis classiche per l'assenza di un'acropoli e per la presenza di piazze commerciali al posto di agorà politiche, trasformando il ruolo della piazza da luogo di uguaglianza a luogo di sottomissione (come descritto nel testo).
La società delle nuove città ellenistiche era cosmopolita e multirazziale, con quartieri distinti per etnie diverse, a differenza delle polis classiche che privilegiavano l'autoctonia e concedevano diritti inferiori ai cittadini stranieri (secondo il testo).
Nelle città ellenistiche, la funzione politica era principalmente amministrativa e rispondeva a un organo più grande, con la capitale che ospitava la corte e la classe dirigente greco-macedone, a differenza delle poleis classiche che avevano una maggiore autonomia (come evidenziato nel testo).