Sapiens Sapiens 15311 punti

La rovina dell’antica Roma

Di solito si afferma che Roma fu distrutta dai barbari e nell’immaginario collettivo sono i presenti i barbari che distruggono i templi o smantellano gli d edifici pubblici o le ricche case romane. In realtà i fatti son o andati diversamente. Giunti a Roma, i Barbari hanno saccheggiato e portato via solo tutto quanto era possibile asportare: statue, mobili, arredi, argenteria, porte di bronzo o tegole dorate di certi edifici. Non avevano il tempo per abbattere sistematicamente i solidi edifici anche perché le varie occupazioni subite da Roma nel tempo sono state brevi: i Goti vi sono rimasti due giorni, i Vandali due settimane. In realtà, i veri distruttori di Roma sono stati gli stessi Romani. Dopo i saccheggi, la città si spopolò lentamente; infatti se durante l’Impero, Roma contava circa un milione e mezzo di abitanti, nel 1300 ne contava appena 17.000. Significativo fu il trasferimento della capitale a Nicomedia con Diocleziano e a Costantinopoli con Costantino: un gran numero di cittadini, la cui vita economica dipendeva dalla corte, insieme alle proprie famiglie si trasferì nella nuova capitale. A questo successero le invasioni: Roma era ancora una città ricca, ma indifesa per cui i Romani più previdenti preferirono trasferirsi in località meno prestigiose, ma più sicure. Per questo motivo la popolazione diminuì ancora di più. In seguito si ebbero epidemie, inondazioni, carestie e lotte politiche intestine. La maggior parte delle case rimasero disabitate e destinate alla rovina mentre le strade per mancanza di manutenzione diventarono impraticabili. I pochi cittadini rimasti si riunirono in un solo quartiere, il Vaticano mentre il resto della città rimase completamente deserto ed abbandonato. A tutto questo si aggiunsero le spoliazioini che trasformarono Roma in un’immensa città miniera a cielo aperto. Il primo a darne l’esempio fu l’imperatore Costantino stesso che trasferì da Roma a Costantinopoli tutto quanto era trasportabile: statue, portali, fregi marmorei, rosoni di bronzo. Nei secoli seguenti il suo esempio fu seguito dai papi, dai mercanti d’arte e dai principi. Le più vaste demolizioni di edifici antichi vennero operate durante il Rinascimento: Roma era allora in piena rinascita edilizia e le ricche famiglie non si facevano scrupolo di demolire templi, terme od archi antichi per costruire le loro sontuose dimore. È in questo periodo che furono gravemente mutilati il Colosseo, le Terme di Caracalla o il Circo Massimo. Interi colonnati furono demoliti e ricostruiti altrove, generalmente attorno alle nuove basiliche cristiane. Inoltre, le pietre non utilizzate furono trasformate in calcina. È rimasta celebre il detto “Quod non fecerunt Barbari, fecerunt Barberini”: ciò che non fecero i Barbari fu fatto dalla famiglia principesca dei Barberini a cui apparteneva papa Urbano VIII, salito sul trono pontificio nel 1623. La sorte del Foro Romano fu singolare. Fino alla fine del XVIII secolo, con nome di Campo Vaccino si designava l’ex Foro Romano: il naturale accumularsi della terra, la vegetazione infestante e la massa di ruderi in rovina avevano quasi del tutto sepolto i pochi resti ancora rimasti in piedi.
Hai bisogno di aiuto in Storia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email