pexolo di pexolo
Ominide 10532 punti

Roma - Legge Gabinia


È solo con la lex Gabinia (139 a.C.) che viene introdotto il voto segreto, sebbene molto segreto non sia (si scrive su una tavoletta, si porta al console, si deve passare su una passerella), ma esso non risolve il problema della scarsa democraticità; il criterio di funzionamento che dava maggiori problemi al potere popolare era costituito dal fatto che a votare per prima fosse sempre una centuria praerogativa, come il princeps senatus (il primo membro per precedenza del Senato romano, che era il portavoce ufficiale e aveva il diritto di votare per primo), sia che si tratti dell’elezione di magistrati, di leggi, di giurisdizione. Essa era estratta a sorte ed influenzava il parere di tutti gli altri perché, per un popolo così superstizioso, che una centuria estratta a sorte desse un’indicazione di voto significava che era la Sors (dea Fortuna) a dare il proprio voto; ma la centuria prerogativa è sempre estratta a sorte dalle 80+18 centurie della prima classe: la possibilità dei cittadini della prima classe di imporre ciò che vogliono e quando lo vogliono era altissima. Anche gli auguri potevano influenzare l’andamento delle assemblee: essi, tecnici specializzati nel comunicare la volontà degli dèi, sedevano sempre accanto al magistrato, che poteva rivolgersi a loro quando volesse e loro, una volta consultati i cieli (oppure il comportamento di galline che tenevano in piccole gabbie, il modo in cui mangiavano e bevevano; durante la Seconda Guerra Punica essi sconsigliarono un console che voleva attaccare battaglia, perché i polli non mangiavano), dovevano esprimere un parere; gli auguri potevano al contempo esercitare qualsiasi carriera politica ed è logico che, essendo gli stessi sacerdoti membri della prima classe di censo ed essendo eletti per convocazione (fino a Silla non vengono eletti da tutte le classi, ma solo dalla prima: morto un pontefice si rieleggeva un altro per convocazione ad un collegio, spesso venivano elette personalità che facevano comodo, ma che dovevano comunque seguire una scienza molto precisa). La società romana era quindi ancora molto legata alla volontà divina, capace di esprimersi attraverso segni come i portenta (nascite con malformazioni, che vengono registrate da Livio: subito dopo Canne vengono registrati moltissimi prodigia in tutta la città, fatti incredibili che erano segni dell’accordo o del disaccordo degli dèi; così in occasione di morti, matrimoni, fondazioni ci città, tutto ciò che poteva riguardare il rapporto fra uomini e natura); i romani non erano superstiziosi, credevano semplicemente ad una religione molto arcaica a cui davano grande importanza.
Hai bisogno di aiuto in Storia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove