Concetti Chiave
- I patrizi sostenevano il rafforzamento del senato e si opponevano ai cambiamenti che minacciavano i loro privilegi politici ed economici.
- I populares, rappresentanti delle masse impoverite, cercavano un nuovo equilibrio politico per ampliare la cittadinanza e ridurre il potere del senato.
- La rivalità tra patrizi e populares contribuì a una crescente personalizzazione della lotta politica, portando alla crisi della repubblica romana.
- Eventi bellici come l'invasione dei Cimbri e dei Teutoni e le azioni di Giugurta evidenziarono le tensioni interne nel tessuto sociale romano.
- La guerra giugurtina, condotta con difficoltà, rivelò la corruzione tra alcuni senatori e portò all'elezione di Gaio Mario come console nel 107 a.C.
Indice
Conflitto tra patrizi e populares
I patrizi in concreto, essi erano favorevoli al rafforzamento del senato (e tenacemente contrari alle rivendicazioni delle masse popolari e a qualsiasi cambiamento che potesse ridimensionare i loro privilegi politici ed economici. Populares, gli 'amici del popolo', erano invece quei nobili che, come i Gracchi, si facevano interpreti delle esigenze dei cittadini impoveriti, del potere economico dei cavalieri. Favorevoli al ridimensionamento del potere e dell'autorità del senato, essi propugnavano la necessità di definire un nuovo equilibrio che ampliasse e consolidasse la base della cittadinanza e della vita politica a Roma.
Crisi della repubblica romana
La rivalità tra le due fazioni, unita alla crescente personalizzazione della lotta politica, sarebbe diventata sempre più aspra, fino a provocare la definitiva crisi della repubblica. Alla fine del II secolo a.C. la crisi esplose violenta.
Minacce esterne e tensioni interne
A scatenarla furono eventi bellici e minacce che misero in luce tutte le tensioni interne al tessuto sociale e politico romano. Nel 113 a.C. due potenti tribù germaniche, i Cimbri e i Teutoni, si misero in marcia dalle coste del Mar Baltico travolgendo le resistenze romane e arrivando a invadere la provincia della Gallia Transalpina (“al di là delle Alpi”), o Narbonense, istituita pochi anni prima con la fondazione della colonia di Narbona. Nel 112 a.C., sull'opposto versante del Mediterraneo, il re di Numidia Giugurta (la Numidia corrispondeva grosso modo alle odierne Tunisia e Algeria) trucidò nella città di Cirta centinaia di mercanti italici e romani. Gli ottimati sostenevano la priorità della minaccia germanica; i cavalieri, appoggiati dai popolari, premevano per un intervento a tutela e promozione dei propri affari in Africa.
Guerra giugurtina e corruzione
Vinse il partito della guerra giugurtina (112-105 a.C.), che venne però condotta fiaccamente con gravi umiliazioni per le armi romane. Si diffusero allora voci sulla corruzione di alcuni senatori da parte di Giugurta. A furor di popolo, abilmente alimentato da cavalieri e popolari, fu eletto al consolato nel 107 a.C. Gaio Mario, il quale assunse la guida della guerra giugurtina.
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali differenze tra patrizi e populares nella Roma antica?
- Quali eventi contribuirono alla crisi della repubblica romana alla fine del II secolo a.C.?
- Come si manifestò la corruzione durante la guerra giugurtina?
I patrizi sostenevano il rafforzamento del senato e si opponevano alle rivendicazioni delle masse popolari, mentre i populares, come i Gracchi, si facevano interpreti delle esigenze dei cittadini impoveriti e proponevano un nuovo equilibrio politico che ampliasse la cittadinanza a Roma.
La crisi esplose a causa della rivalità tra patrizi e populares, unita a minacce esterne come l'invasione dei Cimbri e dei Teutoni e le tensioni interne, tra cui la guerra giugurtina, che rivelarono le fragilità del tessuto sociale e politico romano.
Durante la guerra giugurtina, si diffusero voci di corruzione tra alcuni senatori da parte di Giugurta, il che portò a una crescente insoddisfazione popolare e all'elezione di Gaio Mario al consolato nel 107 a.C., per guidare la guerra.