Concetti Chiave
- La riforma di Caio Mario e il conflitto con i Cimbri e Teutoni segnarono l'inizio della crisi delle istituzioni romane, già solide da secoli.
- La sconfitta romana ad Arausio nel 105 a.C. generò panico a Roma, spingendo all'elezione ripetuta di Mario come console per affrontare le minacce esterne.
- Le vittorie di Mario contro i Teutoni ad Aquae Sextiae nel 102 a.C. e contro i Cimbri ai Campi Raudii nel 101 a.C. rafforzarono la sua popolarità e il suo potere.
- Le riforme militari di Mario e l'ingresso di nuovi leader scardinarono le istituzioni oligarchiche, creando un nuovo assetto politico.
- Il drammatico incidente con Lucio Apuleio Saturnino compromisse il prestigio di Mario e indebolì il movimento dei populares, esponendolo a critiche politiche.
La crisi delle istituzioni romane
L’evoluzione degli eventi dimostra come, con la riforma di Caio Mario e le nuove crisi che si profilavano per Roma, le istituzioni (organizzate così bene nel corso di due secoli) cominciarono ad essere buttate all’aria; questo accadde quando, conclusa la guerra con Giugurta, nello stesso 105 ad Arausio (lungo il Rodano, l’odierna Orange), ci fu uno scontro fra legioni romane (che erano state mandate per controllare Cimbri e Teutoni) e queste tribù germaniche, che ormai facevano incursioni dalla Gallia fino alla Spagna e dunque potevano anche (passare la frontiera francese ed) entrare in Italia. La sconfitta ad Arausio fu apparentemente terribile, in quanto le perdite erano fissate ad 80.000 cittadini romani (senza considerare gli auxilia alleati), e Roma entrò nel panico, perché il ricordo di Brenno e dei Senoni (del 390) rimase sempre nella coscienza romana, a motivo di una grande shock; dunque, l’assemblea del popolo decise di eleggere nuovamente Mario, consecutivamente per cinque volte, dal 104 a.C. al 100 a.C., perché sconfiggesse Cimbri e Teutoni.
Le vittorie di Mario e le riforme
Sebbene le istituzioni vietavano di reiterare la stessa carica per anni successivi, perché l’oligarchia non voleva che uno dei suoi membri acquistasse troppo potere sugli altri, ormai l’esercito di volontari e l’ingresso di homines novi come Mario, di fronte ad un pericolo così forte, scardinò le principali istituzioni dello Stato; la prima brillante vittoria avvenne nel 102 a.C., quando i Teutoni furono sconfitti ad AquaeSextiae (Aix-en-Provence), e poi nel 101 a.C., quando i Cimbri furono annientati ai Campi Raudii (presso Vercelli). In conseguenza del trauma che questa minaccia di invasioni provocò, Roma decise di creare la provincia della Gallia Transalpina, a sud-ovest delle Alpi, nel territorio tra i Pirenei e la Provenza, che fu anche chiamata Narbonense (così chiamata dal nome della colonia di NarboMartius, odierna Narbona); in un anno imprecisato, presumibilmente dopo l’89-88 a.C., fu costituita un provincia anche nel territorio a sud delle Alpi, la Gallia Cisalpina.
Il declino politico di Mario
Dopo il 101 la fama di Mario generale era grandissima, mentre il come politico fu molto criticato: molti erano coloro che vedevano in lui il capo dei populares, convinti dunque che il generale vittorioso (che aveva trionfato con le sue legioni e che le aveva sapute ricompensare degnamente, facendo fare un ricco bottino) potesse sicuramente appoggiare una riforma a favore del popolo, che indipendentemente dalle oppressioni viveva in condizione miserevole, dato il progressivo ampliamento del latifondo aristocratico a discapito dei piccoli proprietari; nel 100 a.C. un tribuno della plebe, Lucio Apuleio Saturnino, filo-mariano presentò ai Comizi una nuova proposta di legge agraria che prevedeva nuove distribuzioni di terra e fondazioni di colonie a favore non solo di cittadini romani, ma anche di latini ed italici. Il Senato si oppose, Saturnino fece approvare una clausola che obbligava i senatori a giurare che non si sarebbero opposti alla legge, ma la situazione degenerò rapidamente: un rivale politico di Saturnino fu assassinato e dunque il Senato ricorse di nuovo senatus consultum ultimum ordinando ai consoli di ripristinare l’ordine con ogni mezzo, mentre Mario era console; egli si trovò dunque nella imbarazzante situazione di disubbidire al Senato, non attuando il senatus consultum ultimum, oppure eliminare violentemente un proprio alleato politico. L’evento drammatico fu quando Saturnino e i suoi alleati, che si arresero a Mario dopo essersi asserragliati in Campidoglio, con la promessa di aver salva la vita, furono linciati dalla folla (che secondo alcuni non venne frenata da Mario, laddove egli avrebbe potuto); da questa vicenda il prestigio di Mario ne uscì molto compresso e, per alcuni anni, i populares persero fiato.
Domande da interrogazione
- Quali furono le conseguenze della sconfitta romana ad Arausio nel 105 a.C.?
- Come influenzarono le vittorie di Mario le istituzioni romane?
- Quali riforme agrarie furono proposte da Lucio Apuleio Saturnino?
- Quale fu il ruolo di Mario nella crisi politica legata alla proposta di Saturnino?
- Come cambiò la situazione politica di Mario dopo il 101 a.C.?
La sconfitta ad Arausio portò a un panico generale a Roma, con perdite di 80.000 cittadini romani, e portò all'elezione di Mario come console per cinque volte consecutive, per affrontare la minaccia dei Cimbri e dei Teutoni.
Le vittorie di Mario, come quelle ad Aquae Sextiae e ai Campi Raudii, scardinarono le istituzioni romane, poiché l'emergere di un esercito di volontari e di homines novi come Mario minò il potere dell'oligarchia.
Saturnino propose una legge agraria che prevedeva nuove distribuzioni di terra e fondazioni di colonie a favore di cittadini romani, latini e italici, ma il Senato si oppose fermamente a queste riforme.
Mario si trovò in una posizione difficile, dovendo scegliere tra disobbedire al Senato o eliminare un alleato politico, e alla fine non intervenne per fermare il linciaggio di Saturnino e dei suoi alleati, danneggiando il suo prestigio.
Dopo il 101 a.C., nonostante la sua fama come generale, Mario subì un declino politico, poiché fu visto come un capo dei populares e la sua incapacità di gestire la crisi con Saturnino ridusse il suo prestigio e l'influenza dei populares.