I gladiatori

I gladiatori erano reclutati originariamente tra i condannati a morte o tra i di guerra; successivamente si dedicano a questa professione anche uomini liberi: il loro scopo era il guadagno e, a differenza degli altri non combattevano fino alla morte. Essi erano addestrati in apposite scuole e mantenuti dagli impresari degli spettacoli (lanistae), che li fornivano ai magistrati che intendevano organizzare i giochi. Nelle scuole gladiatorie, oltre a tecnica di combattimento si insegnava anche come morire sull'arena; lo sconfitto infatti doveva morire con dignità ovvero "con stile" porgendo volutamente labgola al vincitore che, con gesto teatrale, faceva roteare la spada prima di affondarla nella gola del vinto. Tuttavia se i gladiatore sconfitto aveva combattuto degnamente poteva essere graziato per volontà del pubblico che chiedeva la sua salvezza. Alla fine di ogni scontro alcuni uomini mascherati da Caronte (colui che nella mitologia greca traghettava agli inferi le anime dei defunti) passavano tra i caduti: con dei bastoni ne constatavano la morte o potevano dare il colpo di grazia ai moribondi.

Altri inservienti, travestiti da mercurio, trascinavano via i cadaveri. Gli schiavi poi toglievano la sabbia insanguinata e ne spargevano di fresca per i combattimenti successivi. Solo con la graduale l'affermazione del cristianesimo questi spettacoli cominciarono ad umanizzarsi, a ridurre la crudeltà e la violenza fino a estinguersi del tutto.

Hai bisogno di aiuto in Storia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email