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La repressione di Pompeo in Spagna


Il senato chiese a Pompeo di reprimere una rivolta scoppiata in Spagna, dove Sertorio (generale di Mario), approfittò del malcontento generale nei confronti del dominio romano e la presenza di vecchi sostenitori di Mario per organizzare un governo proprio. Iniziò così una guerra tra i due, dalla quale ne uscì vincitore Pompeo, grazie al tradimento del generale di Sertorio. Nel frattempo, nella penisola, da una scuola di gladiatori erano fuggiti degli schiavi, che costituirono un esercito e il loro obiettivo era tornare nelle loro città di provenienza e saccheggiare tutte le città che incontravano nel percorso e per farlo riuscirono anche a sconfiggere l’esercito romano, poi però tornarono indietro per attaccare Roma e vennero sconfitti da Crasso, uccisi e massacrati.
Dopodiché Pompeo e Crasso tornarono a Roma per ottenere il consolato come ricompensa, ma il senato ritenendoli troppo forti e considerando che Pompeo non aveva concluso tutto il corsus honorum non li appoggiò. Quindi, i due, chiesero l’appoggio del popolo promettendogli l’abolizione dell’ordinamento sillano. Tale patto alla fine venne rispettato, ma solo perché i due avevano interessi personali nel farlo. Pompeo divenne potente e sfruttò il suo potere per combattere i pirati brillantemente. Infine intraprese una campagna espansionistica di successo.
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