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Nelle regioni italiane


Al tempo dei Fenici e dei Greci, le regioni italiane erano abitate da popoli assai diversi tra loro. Alcuni, come i Liguri e i Sardi, vivevano nella penisola fin dal più lontano passato; altri, invece, si erano formati dall’unione delle genti locali con le tribù nomadi che erano arrivate nelle regioni italiane al tempo delle migrazioni indoeuropee. Tra questi nuovi popoli ci furono i Veneti, gli Umbri, i Sanniti, i Latini e gli altri. Erano popoli di agricoltori e di pastori: vivevano in villaggi costituiti sulle alture e recintati- da palizzate; coltivavano in modo assai primitivo l’avena, il farro, il grano e allevamento pecore, capre e buoi; sapevano lavorare i metalli per forgiare armi e utensili. I Camuni, i Sardi e le colonie greche: Nella Val Camonica, in Lombardia, vivevano i Camuni, che li conosciamo già attraverso i graffiti (o incisioni rupestri). Le incisioni rupestri dei Camuni vanno dalla preistoria fino all’epoca romana, rappresentano scene della vita quotidiana e costituiscono, nel loro insieme, un grande quadro del modo di vivere di un antico popolo e dei suoi progressi nel corso di varie migliaia di anni. Nella Sardegna vivevano già da tempo gli antenati dei moderni Sardi. Per difendersi dai pirati razziatori provenienti dal mare, i Sardi eressero ben 7.000 nuraghi, larghe fortezze a forma di torre, alte dai 15 ai 20 metri. In queste case-torri si rifugiava la gente del villaggio circostante in caso di pericolo. Sulle coste delle regioni meridionali e delle due isole maggiori italiane, sorgevano i porti dei Fenici e le belle città della Magna Grecia. Il nuraghe di Barumini (in Sardegna) con le abitazioni del villaggio.
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