pexolo di pexolo
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Costantino e i giudei


Che Costantino avesse promosso con fervore il cristianesimo e ridotto gli spazi cultuali e i vantaggi dei sacerdoti di altre religioni è opinione prevalente nella letteratura comune ma del tutto arbitraria. Pure i patriarchi giudei, i quali godevano del rango di clarissimi essendo di norma spectabiles ma talvolta, con particolari codicilli, anche illustres continuarono a detenere i loro poteri arbitrali e l’esenzione dalle ‘cariche personali e civili’ fu garantita anche al personale di rango più basso delle Sinagoghe. Paradossalmente, quella ebraica fu una religione accettata e rispettata fin dall'inizio: perché molto antica, la sua antichità è la garanzia di veridicità e importanza. I capi della Sinagoga, come i sacerdoti pagani, avevano anche l’esenzione dalle liturgie curiali, perché occupandosi delle cose divine non dovevano essere distolti dalla cura della divinità, la cui mancanza avrebbe avuto gravi riflessioni sui sudditi, sull'imperatore e su tutto l’impero. Secondo Eusebio, l’odio di Costantino verso i pagani era identico a quello mostrato verso gli Ebrei; tuttavia, i capi delle sinagoghe non vennero privati dei poteri arbitrali di giurisdizione: infatti, tre costituzioni dimostrano che essi ne godevano ancora nel 392, che tali privilegi ebbero ulteriore conferma nel 398 e solo nel 415 (ma non sappiamo se è un caso specifico o se tale riforma è valida per tutti gli altri) ne fu privato Gamalielus, un patriarca contro cui Teodosio II emana una legge violentissima (doveva essere un malfattore). Così come non vennero privati dell’esonero dalle liturgie curiali: nel 321 viene emanata una costituzione di esonero dei patriarchi giudei dall'arruolamento nella curia, nel 330 vengono esonerati dalle cariche civili e personali, nel 331 un’ulteriore costituzione mostra una disponibilità a privilegiare queste cariche religiose (la stessa cosa vale per i Cristiani). I vantaggi più significativi che permisero ai sacerdoti cattolici, non più perseguitati ma (nel giro di pochi anni) addirittura privilegiati, di sottrarsi a obblighi civili o patrimoniali erano divisi con i preti delle altre due principali religioni dell’impero; infatti essi non furono dati per privilegiare i Cristiani, ma semplicemente per metterli sullo stesso piano degli altri: Costantino, che è stato fin da sempre ritenuto un imperatore convertito ed esclusivamente cristiano, andrebbe pertanto visto secondo un’ottica diversa.
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