Ominide 287 punti

Roma aveva raggiunto la sua massima potenza grazie a una lunga serie di conquiste territoriali compiute tra l'Occidente e l'Oriente intorno al III secolo e II secolo a.C. Il "bottino" di queste conquiste erano gli schiavi. La vita a Roma, durante questo periodo, migliora ma in seguito si dovrà fare i conti con una disuguaglianza sociale. A beneficiare delle ricchezze (denaro e beni) furono i cavalieri. Essi appartenevano alla classe sociale equestre, chiamata appunto cosí poichè essendo molto ricchi potevano permettersi un cavallo. Si arricchirono molto dal commercio e dalle attività artigianali. A beneficiare del denaro e dei beni furono anche i grandi proprietari terrieri che erano noti anche come aristocratici. Chi invece ne uscì largamente impoverito furono i piccoli proprietari terrieri (contadini). Infatti quando i contadini tornavano dalle guerre, i loro terreni erano incoltivabili,perciò erano costretti a diventare braccianti, cioè stare al servizio dei più ricchi, proletari,cioè emigrare verso la città in cerca di un nuovo lavoro, oppure clientes,cioè si mettevano al servizio di un signore ricco e da lui ne ricavava protezione e sostegno economico. I piccoli proprietari terrieri erano spesso costretti a vendere i loro appezzamenti di terreno ai grandi proprietari terrieri. Al contrario, i cavalieri (cero equestre) erano persone di origine plebea o liberti (cioè schiavi che avevano ottenuto la libertà dai loro padroni), che si arricchirono grazie le attività commerciali. Chi si occupava di far rispettare le leggi e di riscuotere le tasse erano i pubblicani, che governavano anche le province. Nel 218 a.C. fu approvata la legge Claudia che limitò le attività commerciali dei senatori, vietando loro di possedere navi da carico.

La crisi del Mos Maiorum


I Greci portarono a Roma grandi cambiamenti. La Grecia era evoluta sia in ambito culturale ed economico, infatti era già nata la filosofia,la letteratura e il teatro. A Roma , grazie ai greci, cominciarono a nascere le prime scuole filosofiche e si cominciò a interagire con la grammatica. Questi nuovi cambiamenti vennero molto apprezzati all'interno della popolazione romana, mentre molti intellettuali, videro di mal occhio questa cosa. Così si formarono due classi sociali differenti o partiti contrapposti : Filoelleni e antielleni. I filoelleni erano i cosiddetti "amici dei greci" ed erano coloro che approvavano l' unione della cultura romana con quella greca. Gli antielleni erano i cosiddetti "nemici dei greci" e non volevano la fusione delle due culture, poichè volevano rispettare gli usi e i costumi degli antichi romani, ovvero il Mos Maiorum. Il maggior esponente del partito antielleno fu Catone il Censore, il conservatore per eccellenza, ed il maggior esponente del partito filoelleno furono la famiglia degli Scipioni.

I Gracchi


Nel 133 a.C. a Roma presero il potere i Gracchi. Il primo fu Tiberio Gracco che si fece eleggere tribuno della plebe (cioè rappresentante della popolazione). Egli propose la riforma agraria che aveva come scopo quello di dare terre pubbliche ai piccoli proprietari terrieri. Ma Tiberio comise un errore : disse alla popolazione di rieleggerlo e così dall' aristocrazia venne definito futuro tiranno e gli venne inflitta la pena della concussione (secondo loro voleva impadronirsi del denaro pubblico), perció venne ucciso e il suo corpo gettato nel Tevere. La legge agraria dopo la morte di Tiberio, venne sospesa. La legge agraria stabiliva che ogni proprietario terriero non potesse avere più di 500 iugeri di avere pubblicus, con un aggiunta di 250 iugeri per ogni erede fino a un massimo di 1000 iugeri. Nel 123 a.C. fu eletto tribuno della plebe Gaio Gracco, fratello di Tiberio. Egli propose che più volte l'anno fossero date alla popolazione grandi quantità di cereali. Il suo errore fu quello di dare la cittadinanza agli italici ( cioè tutti coloro che abitavano nella penisola italiana,ma non erano di Roma) e, quindi dare anche a loro dei diritti come votare i rappresentanti in senato. A causa di ciò, si rivoltarono contro di lui anche coloro che l'avevano sempre sostenuto,cioè la pleble, poiché essa era stata istigata dall'aristocrazia. Gaio Gracco preferì farsi uccidere da uno schiavo piuttosto che cadere nelle mani dei suoi nemici.
Hai bisogno di aiuto in Storia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email