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Il popolo di Dio: gli Ebrei

All’epoca dei Sumeri, in Mesopotamia, vivevano varie tribù di pastori nomadi: gli Ebrei. A differenza degli altri popoli del tempo, essi erano monoteisti, cioè adoravano un solo dio, che chiamavano Jahvè. Circa 3.800 anni fa alcune tribù, guidate dal patriarca Abramo, lasciarono la Mesopotamia alla ricerca di un nuovo territorio nel quale stabilirsi. Secondo la Bibbia, questa terra era stata promessa da Dio ad Abramo in cambio delle fedeltà al suo nome. Dopo aver vagato a lungo nel deserto del Sinai, finalmente gli Ebrei si stabilirono nella Terra promessa, la Palestina, ma una terribile carestia li costrinse presto a trasferirsi in Egitto. Qui rimasero per circa 400 anni in uno stato di semi schiavitù, pagando pesanti tributi in natura e prestando lavori obbligatori nelle cave e nei cantieri di costruzione. Poi, sotto la guida il Mosè, gli Ebrei riuscirono a lasciare la tera dei faraoni. Le varie tribù si unirono in un solo popolo e seguirono la nuova “Legge”, cioè i Dieci Comandamenti, che Dio aveva dato a Mosè sul monte Sinai. Nella terra promessa: Raggiunta nuovamente la Terra promessa, gli Ebrei divennero agricoltori e commercianti, costruirono città e formarono un regno con capitale Gerusalemme. Saul, Davide e Salomone furono i loro re più grandi e famosi. Più tardi la Palestina fu conquistata dai Romani, che distrussero Gerusalemme e dispersero il popolo di Dio. Da quel tempo iniziò la lunga diaspora (dispersione) degli Ebrei nel mondo, durata fino a circa cinquant’anni fa, quando tornarono in Palestina e fondarono il moderno Stato d’Israele. Affresco di una tomba di Tebe che mostra gli Ebrei mentre fabbricano mattoni per le grandi costruzioni dei faraoni. È uno dei tanti lavori cui gli Ebrei furono costretti in Egitto.
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