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La poleis di Sparta

Intorno all'VIII secolo a.c., nel Peloponneso, precisamente nella regione della Laconia, arrivarono i popoli del mare, i Dori, che presero il comando della città e schiavizzarono gli Iloti, la popolazione autoctona di quella zona.
Sparta era una poleis fortificata che arrivò come quasi tutte le poleis, ad avere una sovrappopolazione, solo che gli spartani non vollero andare a colonizzare in zone lontane, decisero bensì di conquistare la regione che si trovava vicino a loro: la Messina. Proprio per questo motivo scoppiarono le cosiddette guerre messinese che durarono all'incirca dal 743 al 668 a.c. I cittadini spartani erano guerrieri, gli spartiati, questo era il loro nome, sin da ragazzi venivano allenati alla guerra e al combattimento attraverso i riti di passaggio. In questo periodo fu emanata la costituzione di Licurgo che divise il popolo in tre classi sociali e diede i vari ruoli ai cittadini per la politica.
La popolazione era divisa in:

- spartiati che erano i veri e proprio cittadini spartani;
- perieci, gli stranieri che potevano vivere a Sparta ma che non avevano diritti
politici;
- gli Iloti, gli indigeni di quelle terre che venivano schiavizzati, per evitare
che questa parte di popolazione, la più numerosa, aumentasse ancora di più, gli
Spartani iniziarono a sterminarli.
Per quanto riguarda la politica vi erano 5 efori che avevano poteri giudiziari esecutivi, 2 re che avevano poteri militari e sacerdotali, la gerusia: l'assemblea degli anziani e l'apella: l'assemblea del popolo.

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