Video appunto: Ordinamento della repubblica romana
Tra il V ed il IV secolo a.C. si susseguirono numerosi cambiamenti nella struttura politica e sociale oltre che guerre vittoriose e rapide conquiste per Roma.
Nel 509 a.C. il crollo della monarchia determinò il passaggio alla repubblica aristocratica, così chiamata poiché il potere politico si concentrò solo nelle mani di famiglie patrizie, scatenando successivamente una serie di lotte civili con l’altra classe, cioè i plebei, non avendo loro acceso alle cariche più importanti.

Nella nuova Roma, quindi, la figura del re fu sostituita dalle magistrature(cariche politiche) in base all’imperium, il principio che tendeva ad impedire la tirannia. Si decise dunque che le nuove cariche politiche sarebbero dovute essere esercitate da due o più magistrati, che fossero elettive e di durata limitata.
Al vertice dell’ordinamento vi erano due consoli che detenevano l’imperium, eletti dai comizi curiati, in carica un anno e con diritto di veto l’uno sull’altro, che avevano il compito di applicare le leggi e convocare assemblee e senato oltre che comandare l’esercito. Inoltre erano accompagnati da dodici littori, cioè guardie del corpo.
Sotto i consoli vi erano i pretori che avevano il compito di amministrare la giustizia. All’inizio ne era uno solo, poi due e al primo toccava risolvere le controversie tra i cittadini romani, e al secondo tra stranieri.

Seguivano gli edili, in origine due poi quattro che avevano la responsabilità piena sull’ordine pubblico, e i questori che amministravano il denaro pubblico, prima due e poi quaranta. Avevano tutti carica annuale e venivano eletti dai comizi.
Verso la metà del V secolo furono istituiti poi i due censori, con carica fino a 18 mesi, i cui ruoli erano quelli di effettuare il censo e controllare la moralità pubblica.
Negli ordinamenti era poi prevista, in una situazione di grave minaccia, la dittatura: il dittatore era solitamente uno dei consoli e possedeva enormi poteri civili e militari, con carica sei mesi.
Ma il vero arbitrio della politica di Roma fu il senato, un’assemblea ristretta composta dai capi delle gentes patrizie la cui funzione era quella di eleggere il re ed assisterlo. Vi facevano parte 300 membri per di più ex magistrati, e la carica era vitalizia.
Si fa poi risalire al periodo della Roma aristocratica, la riforma centuriata, che portò alla creazione dei comizi centuriati, una nuova assemblea: i cittadini in base al censo vennero divisi in sei classi, dai più ricchi ai proletari(chi possedeva null’altro che figli come ricchezza). Dai membri di ciascuna classe si formavano le centurie(193 in tutto) di cui una parte serviva all’esercito. I comizi centuriati divennero ben presto l’assemblea di maggiore importanza, infatti, aveva il potere di eleggere i magistrati maggiori e di approvare o respingere leggi.
I comizi curiati perdendo di importanza cominciarono a mantenere solo le funzioni religiose e nel V secolo fu istituita un’ulteriore assemblea, i comizi tributi, che invece eleggeva i magistrati minori e venivano organizzati in base alla suddivisione del territorio in tribù, urbane o rustiche.