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I villaggi preistorici in Mesopotamia


Gli antichi Greci chiamavano Mesopotamia l'area dell'attuale Iraq, compresa tra i fiumi Tigri ed Eufrate. I villaggi durante il Neolitico erano piccole comunità formate da varie famiglie, che vivevano di un'economia semplice.

La Mesopotamia tra preistoria e storia


Tra il 3500 e il 3000 a.C. le comunità sperimentarono nuove tecniche per la raccolta delle acque come lo scavo di pozzi e canali. Ciò portò un forte aumento della produzione agricola. Questo aspetto favorì la crescita della popolazione e rese necessario il passaggio a forme organizzative più complesse. Con la sovrabbondanza di prodotti agricoli non era più necessario che tutti lavorassero la terra, così alcuni membri della comunità iniziarono a specializzarsi. Pian piano, dunque, si svilupparono l'allevamento, l'arboricoltura, l'artigianato, la lavorazione dei metalli e il commercio.

Dai villaggi alle città: la rivoluzione urbana


Con la specializzazione del lavoro le mansioni si diversificarono e si rese, quindi, necessaria una prima divisione del lavoro tra i membri delle comunità. Chi sapeva svolgere mansioni specializzate veniva a costruire la manodopera più richiesta e meglio retribuita. Così, dalle condizioni di uguaglianza, si creò la differenziazione sociale. Alle semplici case delle famiglie contadine si aggiunsero le grandi case delle famiglie dei mercanti, dei ricchi produttori, dei funzionari, degli uomini di legge, degli architetti. Botteghe, magazzini, laboratori artigianali erano inizialmente autonomi o legati alle case, poi furono costruiti all'interno dei templi e dei palazzi reali, che divennero in questo modo i centri di potere e di amministrazione. Gli antichi villaggi divennero vere e proprie città. Questa progressiva evoluzione è chiamata "rivoluzione urbana".
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