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Il consolidamento dell’Impero degli Han

La dinastia Han fu fondata dopo il crollo della dinastia Chin nel 206 a.C. e cercò in primo luogo di dare ordine alla situazione interna, evitando che si ricreassero le condizioni per lo sfruttamento dei contadini e risolvendo il problema dell’occupazione per i piccoli feudatari di un tempo. Successivamente fu affrontato il problema costituito dagli Hsiung Nu: popolazione che alcuni storici identificarono con gli Unni. Gli Hsiung Nu, a causa della povertà del loro territorio, avevano assoluta necessità di commerciare con l’Impero cinese per procurarsi prodotti alimentari; quando, però, seguiti da scarsi raccolti, essi scendevano dalle loro terre e compivano saccheggi nei villaggi cinesi. L’inevitabile guerra che ne derivò si protrasse con alterne vicende fino al 194 a.C., anno in cui fu stipulata la pace.

A partire dal 179 a.C., e per più di vent’anni, dopo un periodo di anarchia intera si ebbe un'eccezionale fase di pace e di sviluppo economico e demografico. Dalle regioni del Fiume Giallo i Cinesi scesero fino a quelle del Fiume Azzurro” (Yang Tze-Kiang), dove scoprirono alberi prima sconosciuti come il pesco, l’albicocco, il gelso e il ciliegio e prodotti fondamentali per il loro sostentamento, ossia grano, soia e soprattutto riso. Dalle popolazioni dell’Asia meridionale, i Cinesi appresero la tecnica per ricavare la seta, risorsa della quale lo Stato si assicurò il monopolio.
Inoltre, al fine di garantirsi una migliore difesa lungo i confini settentrionali, venne proseguita e completata la costruzione della Grande Muraglia, già avviata in epoca Chin. La Muraglia era indubbiamente un’efficace struttura difensiva, ma richiedeva la presenza e il costoso mantenimento di migliaia di soldati; si cercò quindi di risolvere l’annoso problema del rapporto con gli Hsiung Nu, cedendo loro ingenti quantità di set, in cambio di cavalli, oro e pellicce; gli Hsiung Nu, poi, rivendevano la seta a popolazioni più occidentali. Attraverso questo commercio fu così possibile istituire un primo contatto, seppure indiretto, tra mondo orientale e mondo occidentale.

Sotto il profilo culturale la dinastia Han rese possibile una rivalutazione del confucianesimo, decaduto sotto il dominio della dinastia Chin. Paladini del recupero dei testi di Confucio furono soprattutto i discendenti dei piccoli feudatari, i quali, pur avendo modificato completamente la propria fisionomia sociale rispetto al III secolo a.C. (in cui avevano costituito una nobiltà ereditaria), si distinguevano dalle altre classi per l’educazione e l’istruzione ricevute. Il confucianesimo tornò così in auge non più come ideologia favorevole al feudalesimo, ormai storicamente superato, bensì come culto delle antiche tradizioni, e quindi come garanzia di stabilità e principio ordinatore della cultura nazionale cinese: una ideologia che, soprattutto in virtù del suo conservatorismo etico, si configurava come adatto a garantire la continuità dell’Impero.

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