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La cacciata dei Tarquini e l’azione di Porsenna nel Lazio dovettero rappresentare un momento di tensione fra Roma e i latini. Dopo che Porsenna aveva portato la sua azione contro Aricia, uno dei centri del culto federale dei latini, e vi era stato sconfitto, Roma che per forza di cose era dalla sua parte si trovò in urto con le varie comunità latine che avevano appoggiato il tentativo dei Tarquini di riconquistare il loro trono. Perciò, anche dopo il fallimento del tentativo egemonico di Porsenna a Roma, la neonata repubblica si trovò in difficoltà nei confronti della lega latina. Tuttavia Roma era divenuta una città salda e militarmente fore. Consì nel 499 o 496 a.C. combatté una battaglia decisiva contro i latini al lago Regillo, presso Frascati, uscendone vittoriosa. Nel 493 a.C. il console plebeo Spurio Cassio potè stipulare un trattato, il foedus Cassianum, che ristabiliva le relazioni federali di Roma, sancendo la parità di diritti fra questa e le città della Lega Latina. D’altro canto, il fatto che Roma fosse la contraente unica del trattato, la cui controparte era la lega Latina nel suo insieme, mostra che la repubblica nata da pochi anni era in una situazione di superiorità nei confronti delle altre città latine. Peraltro all’interno della lega latina di potevano instaurare rapporti bilaterali fra le varie comunità, che Roma andò stabilendo nei decenni successivi come città più forte. Il foedus cassianum e questi rapporti particolari con le varie comunità latine crearono uno strumento militare ed umano formidabile nelle lotte che Roma e i latini dovettero sostenere contro le popolazioni confinanti del Lazio durante tutto il V secolo.

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