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Gli Etruschi

La storia degli Etruschi è poco conosciuta. La loro lingua non è stata ancora del tutto compresa e le molte iscrizioni che sono giunte fino a noi non ci hanno, di conseguenza, rivelato quasi nulla. Tutto quello che possiamo dire di loro ha come fondamento la testimonianza di scrittori greci e latini e le scoperte, numerose ed importanti, dell’archeologia. Essi vennero in Italia forse dall’Asia Minore (così afferma lo storico greco Erodoto), sbarcarono lungo la costa toscana e si inoltrarono nell’interno, assoggettando le popolazioni indigene. Nel volgere d’un secolo pervennero a grande potenza e ricchezza. Furono esperti agricoltori, abili mercanti e provetti artigiani; bonificarono terre; sfruttarono le miniere di ferro dell’isola d’Elba e quelle di rame della Toscana e lavorarono l’argento e l’oro; con le loro veloci navi solcarono in tutti i sensi il Tirreno e commerciarono con i Cartaginesi e con i Greci. Nel periodo della massima espansione si spinsero, verso sud, fino alla Campania e occuparono, nell’Alta Italia, l’Emilia e la Lombardia. Furono poi vinti dai Greci e dai Galli e costretti a ritirarsi entro la Toscana. Organizzazione politica: Gli Etruschi non costituirono mai un saldo organismo politico: le loro città, situate, per lo più, in posizione dominante e difese da formidabili mura, erano indipendenti e rette da un principe che aveva il titolo di lucumone; tra i centri più importanti sono degni di menzione Chiusi, Veio, Cera, Populonia, Vulci, Roselle, Cortona, Volterra, Tarquinia, Arezzo, Perugia, Felsina (attuale Bologna), Adria e Mantova. In Toscana, tuttavia, dodici città si unirono in una confederazione, i cui scopi erano soprattutto religiosi. Il periodo del maggior splendore della civiltà etrusca e della massima attività ed espansione di questo popolo è il secolo VI a. C.
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