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L’età repubblicana

Nel II secolo a.C., Roma si espande, dividendo la sola potenza del Mediterraneo.

L'estensione di Roma rese l'amministrazione priva di un potere esecutivo stabile.

L'ultimo secolo della Repubblica Romana fu caratterizzato da diversi scontri sociali tra ottimati e popolari:
- conflitti economici;
- conflitti politici;
- conflitti con gli italici;
- rivolte di schiavi, o guerre servili.

Parlando dei conflitti economici, Tiberio Gracco propone una legge agraria contro il latifondo e istituisce una commissione, lui tentò di usare il tesoro di Otello I che però si oppose e spinse gli ottimati al veto. Quando morì il fratello Caio ripropose la stessa legge insieme alla legge frumentaria, che fissava un prezzo di vendita conveniente del grano.

Parlando dei conflitti politici, Gaio Mario corse per il consolato e vinse le elezioni promettendo di chiedere guerra con Giugurta. Nel 108 a.C. Mario fu console e tre anni dopo fu di nuovo console. Da console riuscì ad ottenere una riforma dell'esercito. Il problema era che l'esercito aveva pochi soldati quindi Gaio decise di aggiungere all'esercito anche i nullafacenti. Si forma così un esercito non più costituito solo da cittadini ricchi. Poi, ci fu un conflitto tra Silla e Mario, Silla infatti si impadronì di Roma e dichiarò Mario nemico della patria e andò al potere nel 83 a.C.

Nell'82 Silla volle diventare dittatore perpetuo e le principali riforme furono:
- il numero di Senatori da 300 a 600
- la riduzione dei poteri tribunali della plebe
- l'abolizione della censura
- affidamento dei Tribunali permanenti senatori
- la regolazione dei tempi e dei modi della carriera politica.

Parlando dei conflitti con gli italici, questi erano nel periodo di Mario e Silla e consisteva nella guerra tra Roma e gli alleati. La causa della guerra era la proposta del tributo di estendere la cittadinanza agli italici che poi fu respinta dal Senato. Questi conflitti finirono con un compromesso in cui cittadini italici diventavano cittadini romani.

Parlando, infine, delle rivolte di schiavi, queste furono due e furono accusati perché gli schiavi volevano la libertà, il miglioramento economico, la partecipazione ai beni comuni romani. Queste andarono a finire con la strage di schiavi che vennero uccisi in massa.

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