Video appunto: Età ellenistica - Diatriba
Il periodo ellenistico è stato senza dubbio uno dei più importanti della storia umana, per via del forte sviluppo della cultura e dei commerci, tuttavia sono molti gli storici che si interrogano sulla positività di tale periodo. Senza dubbio l’ellenismo portò ad un incredibile progresso della cultura, dell’arte e dell’innovazione tecnica, favorendo un incontro e una fusione di culture diverse, tuttavia indubbiamente ebbe anche alcuni lati negativi, innanzitutto scomparve la figura del “cittadino” che aveva invece rivestito un’importanza fondamentale nel mondo greco e tutti gli abitanti tornarono semplicemente sudditi.
Sparirono gli ordinamenti democratici, infatti seppur fossero ancora presenti delle assemblee con anche magistrati, il lor ruolo era solo marginale, poiché il potere divenne fortemente centralizzato e il comando fu assunto da monarchie assolute. Non bisogna inoltre dimenticare che la società ellenistica fu fortemente elitaria, poiché i ceti più poveri e umili (quali ad esempio piccoli contadini, agricoltori e artigiani) erano esclusi dalla vita politica e la loro opinione era priva di peso. Assunsero sempre più importanza i cittadini di origine greco-macedone, che occuparono gli strati più alti e ricchi della popolazione e avevano accesso al ginnasio e di conseguenza anche all’istruzione.

Naturalmente anche la diffusione della lingua greca e la sua adozione come lingua comune fu ristretta ai ceti dominanti e le masse contadine continuarono a parlare dialetti locali. Rimane comunque unico lo scambio di idee tipico dell’ellenismo, come mostra la cosiddetta “Bibbia dei Settanta”; secondo la leggenda commissionata da Tolomeo II Filadelfo re d’Egitto che fu realizzata in settanta giorni da settanta dotti ebrei e costituì il principale mezzo di diffusione dell’ebraismo in nel mondo.