Concetti Chiave
- Il periodo ellenistico ha segnato un'importante evoluzione culturale e commerciale, suscitando dibattiti sulla sua reale positività storica.
- Con l'ellenismo è avvenuta la scomparsa della figura del “cittadino”, trasformando gli abitanti in sudditi sotto monarche assolute.
- La società ellenistica si caratterizzò per un forte elitarismo, escludendo i ceti più poveri dalla vita politica e privilegiando i cittadini di origine greco-macedone.
- La lingua greca si diffuse principalmente tra i ceti dominanti, mentre le popolazioni più umili continuarono a utilizzare dialetti locali.
- Nonostante le limitazioni sociali, il periodo ellenistico favorì uno scambio di idee significativo, come evidenziato dalla “Bibbia dei Settanta”.
Indice
L'importanza del periodo ellenistico
Il periodo ellenistico è stato senza dubbio uno dei più importanti della storia umana, per via del forte sviluppo della cultura e dei commerci, tuttavia sono molti gli storici che si interrogano sulla positività di tale periodo.
Aspetti negativi dell'ellenismo
Senza dubbio l’ellenismo portò ad un incredibile progresso della cultura, dell’arte e dell’innovazione tecnica, favorendo un incontro e una fusione di culture diverse, tuttavia indubbiamente ebbe anche alcuni lati negativi, innanzitutto scomparve la figura del “cittadino” che aveva invece rivestito un’importanza fondamentale nel mondo greco e tutti gli abitanti tornarono semplicemente sudditi.
Centralizzazione del potere
Sparirono gli ordinamenti democratici, infatti seppur fossero ancora presenti delle assemblee con anche magistrati, il lor ruolo era solo marginale, poiché il potere divenne fortemente centralizzato e il comando fu assunto da monarchie assolute.
Elitarismo nella società ellenistica
Non bisogna inoltre dimenticare che la società ellenistica fu fortemente elitaria, poiché i ceti più poveri e umili (quali ad esempio piccoli contadini, agricoltori e artigiani) erano esclusi dalla vita politica e la loro opinione era priva di peso. Assunsero sempre più importanza i cittadini di origine greco-macedone, che occuparono gli strati più alti e ricchi della popolazione e avevano accesso al ginnasio e di conseguenza anche all’istruzione.
Diffusione della lingua greca
Naturalmente anche la diffusione della lingua greca e la sua adozione come lingua comune fu ristretta ai ceti dominanti e le masse contadine continuarono a parlare dialetti locali. Rimane comunque unico lo scambio di idee tipico dell’ellenismo, come mostra la cosiddetta “Bibbia dei Settanta”; secondo la leggenda commissionata da Tolomeo II Filadelfo re d’Egitto che fu realizzata in settanta giorni da settanta dotti ebrei e costituì il principale mezzo di diffusione dell’ebraismo in nel mondo.
Domande da interrogazione
- Quali sono i principali aspetti negativi del periodo ellenistico?
- In che modo la società ellenistica era caratterizzata da elitarismo?
- Qual è l'importanza della diffusione della lingua greca durante l'ellenismo?
Il periodo ellenistico, pur portando a un grande progresso culturale e artistico, vide la scomparsa della figura del "cittadino" e la centralizzazione del potere in monarchie assolute, riducendo gli abitanti a semplici sudditi.
La società ellenistica era fortemente elitaria, con i ceti più poveri esclusi dalla vita politica e dominata da cittadini di origine greco-macedone, che occupavano le posizioni più elevate e avevano accesso all'istruzione.
La lingua greca divenne una lingua comune, ma la sua diffusione era limitata ai ceti dominanti, mentre le masse contadine continuavano a utilizzare dialetti locali, evidenziando una divisione sociale nella comunicazione.