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Età di Costantino

Le guerre tra i numerosi aspiranti al trono dopo l’abdicazione di Diocleziano segnarono il fallimento dell’ordinamento tetrarchico. Da queste sanguinose lotte emerse Costantino.
Egli governò l’Oriente, rifondando la città di Bisanzio (oggi Istanbul) che assunse il nome di Costantinopoli e divenne la nuova capitale dell’Impero, lasciando per un certo periodo a Licinio l’Occidente.
Costantino e Licinio emanarono nel 313 l’editto di Milano con il quale veniva consentita la libertà religiosa anche al cristianesimo ponendo così fine ad ogni forma di persecuzione. Il mostrarsi imperatore tollerante, devoto agli dei tradizionali ma anche molto vicino al cristianesimo gli dava credibilità agli occhi del popolo.
Costantino accentuò quindi l’immagine di sacralità della sua persona e di fatto si era trasformato in un autocrate estromettendo del tutto l’aristocrazia e il senato da incarichi di rilevanza politica.

Si parla di cesaropapismo per definire l’atteggiamento di accordo tra l’imperatore e il papa.

Fine dell'Impero

Alla morte di Costantino fecero seguito guerre civili e molti imperatori si alternarono sul trono, tra di essi vi sono Giuliano l’Apostata che tentò vanamente la restaurazione della cultura e della religione pagana, e i fratelli Valentiniano III e Valente che subirono una terribile sconfitta ad Adrianopoli contro dei barbari.
Una certa stabilità si ebbe durante il regno di Teodosio, egli patteggiò ripetutamente con i barbari e con il celebre editto di Tessalonica obbligò i sudditi dell’impero a convertirsi al cristianesimo.
Alla sua morte Teodosio lasciò l’impero ai due figli Arcadio e Onorio, dividendolo in Oriente e Occidente, sancendo così un’irreversibile divisione dell’impero.

Se l’impero d’Oriente, detto poi bizantino durerà fino all’anno 1453, il V secolo segnò invece la caduta di quello d’Occidente. Numerose furono le invasioni da parte di popolazioni barbariche: per ben due volte Roma fu saccheggiata, dai Visigoti, fronteggiati dal generale Stilicone, e dai Vandali. Pericolose furono le invasioni degli Unni guidate dal re Attila, che furono fermate o dall’intervento del papa Leone Magno o dal generale romano, Ezio. Tali eventi portarono alla creazione dei cosiddetti regni romano-barbarici.
Dopo una lunga fase di instabilità politica del potere romano l’agonia terminò con la deposizione del giovane Romolo Augustolo per mano del capo mercenario barbarico Odoacre, che governò l’Italia con il titolo di patrizio. Ma quanto fosse precaria questa condizione lo dimostrano gli eventi successivi: la sconfitta di Odoacre da parte del re ostrogoto Teodorico diede inizio a nuove e ripetute invasioni che segnarono la fine dell’Impero e l’inizio del Medioevo.

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