Genius 25243 punti

L’espansione coloniale

Al primo momento della storia greca risalgono gli inizi dello sviluppo coloniale, ossia della fondazione di una rete di città portuali diffuse specialmente in Asia minore, nell’Italia meridionale e in Sicilia
(Crotone, Taranto, Siracusa e Agrigento, solo per citare le più famose). Esse offrivano da un lato una concreta possibilità di espansione per le città greche nelle fasi di incremento demografico, dall’altro una risorsa economica e produttiva in grado di sostenere la madrepatria nei momenti di bisogno.
Fu proprio in queste città appena sorte, meno vincolate alle tradizioni e identità culturali delle città d’origine, che sorse una nuova e particolare forma di “sapienza”, diversa per qualche ragione dalle altre,che sarebbe in seguito stata considerata come l’antenata, o la matrice, della filosofia.

Particolarità locali e identità “ellenica”

Le differenze tra le pòleis, talora sensibilmente marcate,suscitavano tra loro un forte antagonismo (come ci ricordano i più noti conflitti tra Atene e Sparta) che tuttavia non scalzava del tutto le radici dell’identità “nazionale” ellenica. La percezione che i greci avevano di se stessi è sempre stata segnata
dalla consapevolezza di appartenere a una civiltà superiore, ben diversa da quelle situate oltre i confini della penisola, i “barbari”. In questa fase si andava già costituendo in Grecia (e specialmente ad Atene) un’identità “occidentale”, che riconosceva il valore dell’individuo, la supremazia dello stato rettamente governato, e della condivisione, tra uomini liberi, di un unico codice morale (pur senza mai mettere in discussione l’istituto della schiavitù); questa fisionomia nasceva in antitesi rispetto a quella
delle grandi monarchie accentratrici in Oriente, dove il cittadino era innanzitutto un suddito, sottoposto alla dispotica autorità del sovrano assoluto.

Uniti contro i “barbari”: le guerre persiane

Due episodi delle guerre persiane sono diventati leggendari e hanno contribuito ad accentuare questa senso di identità che neppure i più aspri conflitti interni riuscivano a scalfire: si tratta della celebre e insperata vittoria riportata dai greci a Maratona (490 a.C.) e della strenua resistenza
dei valorosi soldati del re spartano Leonida alle Termopili (480 a.C.). Nei Persiani il grande poeta tragico Eschilo traduce il sentimento di libertà che contraddistingue l’uomo greco, mettendo in scena un dialogo tra la regina persiana e il capo del coro, in cui ella chiede chi siano gli Elleni, e
chi sia il capo del popolo che essi stanno cercando di soggiogare.
È proprio in questo “spazio” di autonomia politica, nel “vuoto” di autorità religiose tipico della pòlis greca che si innesterà la pratica della filosofia, come avremo modo di vedere più avanti.
Hai bisogno di aiuto in Storia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email