Concetti Chiave
- La morte di Cesare provocò un clima di turbamento a Roma, con i suoi seguaci disorientati e i congiurati timorosi della reazione popolare.
- Marco Antonio, con un discorso appassionato e la lettura del testamento di Cesare, mobilitò il popolo contro i congiurati, spingendo la folla a cercare vendetta.
- Caio Ottaviano, erede designato di Cesare, giunse a Roma e ottenne il sostegno del popolo e del Senato, grazie alla distribuzione di donativi.
- Ottaviano e Marco Antonio, insieme a Lepido, formarono il II triumvirato per combattere i congiurati e dividersi il potere, con Ottaviano che accresceva la sua popolarità.
- La vittoria di Ottaviano ad Azio nel 31 a.C. lo portò a diventare il vero padrone di Roma, riorganizzando l'Impero e promuovendo le arti e le lettere.
Il turbamento dopo la morte di Cesare
La morte di Cesare gettò Roma nel turbamento e nell’incertezza. I seguaci del dittatore erano disorientati, ma anche i congiurati temevano la reazione del popolo e dei veterani di Cesare.
L'ascesa di Marco Antonio
Il collega di Cesare nel consolato, Marco Antonio, eccitò il popolo contro i congiurati con un appassionato discorso e leggendo il testamento del dittatore che lasciava grandi ricchezze al popolo romano.
La folla commossa corse alle case dei congiurati per punirli, ma costoro fuggirono dalla città.
L'arrivo di Caio Ottaviano
Pareva che Antonio stesse per succedere a Cesare, quando giunse a Roma l’erede designato nel testamento di quest’ultimo: il pronipote Caio Ottaviano, giovane di 18 anni, dall’apparenza delicata, ma ambizioso ed accorto.
Per gratitudine egli volle chiamarsi Caio Giulio Cesare Ottaviano, ottenne l’appoggio del popolo, distribuendogli generosamente i donativi stabiliti da Cesare, e si cattivò anche le simpatie del Senato, che lo giudicò meno temibile di Antonio.
Fra i senatori più avversi a quest’ultimo fu Cicerone; le sue violente orazioni contro Antonio furono chiamate “Filippiche” in ricordo delle orazioni di Demostene.
Da ricordare:
• Nello sgomento generale seguito alla morte di Cesare, si fanno luce Caio Ottaviano, suo erede, e Marco Antonio.
• Insieme a Lepido costoro costituiscono il II triumvirato, combattono i congiurati e si dividono il potere. Mentre Antonio, in Oriente, si aliena l’animo del popolo, Ottaviano accresce la sua popolarità.
• L’urto tra i due, ad Azio (31 a. C.) si conclude con la vittoria di Ottaviano.
• Augusto rispetta le magistrature repubblicane, ma le accentra in se stesso e diventa il vero padrone di Roma.
• Egli riorganizza l’Impero ed opera importanti riforme. Sotto il suo governo fioriscono le lettere e le arti.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la reazione del popolo romano dopo la morte di Cesare?
- Chi era Caio Ottaviano e quale ruolo ha avuto nel contesto politico di Roma?
- Quali sono stati gli sviluppi principali del potere di Ottaviano dopo la battaglia di Azio?
Dopo la morte di Cesare, il popolo romano, commosso dal discorso di Marco Antonio e dal testamento del dittatore, si scagliò contro i congiurati, costringendoli a fuggire dalla città.
Caio Ottaviano, pronipote di Cesare e suo erede designato, si presentò come un giovane ambizioso e accorto, ottenendo il supporto del popolo e del Senato, e contribuendo alla formazione del II triumvirato con Marco Antonio e Lepido.
Dopo la vittoria ad Azio nel 31 a.C., Ottaviano, che divenne noto come Augusto, accentrò il potere, rispettando le magistrature repubblicane, e avviò importanti riforme che portarono a un fiorire delle lettere e delle arti nell'Impero.