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Egiziani

Erodoto, uno storico greco, dice che l'Egitto è un dono del Nilo, questo perché il fiume aveva un corso lunghissimo e un regime regolare. Infatti ogni anno straripava e lasciava sul terreno uno strato di limo (un fango molto fertile), il terreno veniva poi coltivato e si produceva un raccolto abbondante. Gli egizi inoltre crearono canali per irrigare nuovi appezzamenti di terreno. Lungo il corso del Nilo nacquero molti insediamenti.

La civiltà egizia assunse delle caratteristiche particolari, gli stessi egizi erano molto conservatori riguardo alla loro identità culturale.
Si susseguirono circa trenta dinastie di sovrani.
La storia egizia è suddivisa in quattro grandi fasi:
1. epoca arcaica (3100-2700 a.C.)
2. Antico regno (2700-2200 a.C.)

3. Medio regno (2050-1750 a.C.)
4. Nuovo regno (1550-1070 a.C.)
Dopo il Nuovo regno si ebbe un lungo periodo di decadenza alternato a brevi periodi di rinascita.

L'Egitto fu abitato da un popolo di etnia e lingua omogenee, quando il clima si inaridì i nomadi della regione si concentrarono in prossimità del Nilo, la popolazione si organizzò allora in villaggi (come se fossero piccoli stati locali) controllati da nobili chiamati seguaci di Horus. Intorno al 3200 a.C. questi piccoli stati si fusero e diedero vita a due grandi regni: quello a nord (Basso Egitto) e quello a sud (Alto Egitto). Verso il 3100 a.C i due regni furono unificati da Narmer che fu considerato il primo faraone.

Durante l'Antico regno la capitale fu spostata a Menfi, in quest'epoca i faraoni organizzarono spedizioni militari, le popolazioni conquistate dovevano versare dei tributi. Tutto il territorio egiziano fu diviso in province amministrate da governatori. In questo periodo furono costruite le piramidi, grandi edifici concepiti come rappresentazione del potere regale. La piramide più antica è quella di Zoser.
Intorno al 2200 a.C. l'Egitto attraversò un periodo di grande instabilità, lo stato si disgregò e ogni regione del paese tornò ad essere indipendente.

L'unità del regno fu restaurata dai faraoni della XI dinastia, inizia così il Medio regno. Ci furono campagne di espansione verso sud: bisognava conquistare le regioni che producevano pregiate materie prime; molto importante fu anche il controllo delle vie carovaniere (anche per una questione di difesa).
Questa fase di espansione fu interrotta intorno al 1750 a.C. quando ci fu l'invasione di una popolazione chiamata Hyksos. A causa di questa invasione l'Egitto si ritrovò, intorno al 1600 a.C., divisa in tre organismi statali distinti: uno a nord governato dagli Hyksos, uno a sud retto da principi egizi e uno in Nubia tornato in mano ai governatori locali.

La riunificazione dello stato avvenne intorno al 1550 a.C. quando Kamose, re di Tebe, iniziò una guerra di liberazione dagli Hyksos, è con questa data che si fa iniziare il Nuovo regno. La capitale fu spostata a Tebe e il palazzo sorgeva accanto al tempio del dio Amon.
Divennero molto importanti i sacerdoti di Amon, ai quali i faraoni donavano grandi appezzamenti di terra da coltivare.
La reggia del faraone era popolata da un harem di mogli e da servi, scribi, artisti. Questi faraoni rinunciarono però alle piramidi, le loro tombe erano scavate nella roccia in una valle chiama Valle dei re (una vera e propria città dei morti).

Un faraone molto importante fu Amenofi III, era considerato un re-filosofo; fondò una religione monoteista basata sul culto del dio Aton (cioè il disco solare), il nuovo culto voleva anche contrastare la casta sacerdotale che stava diventando sempre più potente. Il faraone cambiò il proprio nome in Akhenaton (“amato da Aton”) e soppresse il culto di Amon e delle altre divinità. Il faraone fondò inoltre una nuova capitale Akhetaton e perseguì una politica pacifista. Quando il faraone morì vennero annullate tutte le sue riforme dal nuovo faraone, suo figlio Tutankhaton che ristabilì il culto di Amon e cambiò il suo nome in Tutsnkhamon.

Nel 1275 a.C ci fu un grande scontro campale: la battaglia di Qadesh, il faraone Ramses II si scontrò con le truppe degli hittiti. La battaglia ebbe un esito incerto: entrambi gli eserciti persero molti uomini e gli hittiti erano riuscitiad immpedire la conquista di Qadesh da parte degli egiziani.

Qualche anno dopo, Ramses II e il sovrano degli hittiti si accordarono con la pace eterna che definì le sfere di influenza dei due stati.
Durante il regno di Ramses II ci fu una grande fioritura artistica e culturale grazie a questo patto stretto con gli hittiti.

Intorno al 1200 a.C il Mediterraneo orientale fu sconvolto dalle invasioni dei popoli del mare, Ramses III li affrontò in sanguinose battaglie. Lo stato egizio ne uscì indebolito e non fu più in grado di risollevarsi, ci furono inoltre una serie di carestie. Nello stesso tempo nuove popolazioni nemiche attaccavano i confini del regno.
La vera sconfitta dello stato egizio si ebbe nel 525 a.C a causa dei persiani guidati da Cambise: l'Egitto divenne una provincia dello stato perisano.

La società egizia

la società egizia era organizzata in sistema di classi che costituivano idealmente una piramide. Al vertice c'era il faraone (era considerato un dio e l'unico interprete del volere divino). Il governo era autocratico e centralizzato, con un ridotto potere della classe aristocratica e una marcata influenza della classe sacerdotale.
Alla morte del sovrano il trono sarebbe stato ereditato da suo figlio, in assenza di questo sarebbe passato al parente più prossimo (il sovrano doveva infatti essere di sangue “puro”, per questo si sposavano membri della stessa famiglia).

I sudditi erano considerati di proprietà del sovrano. Grandi privilegi avevano i sacerdoti: avevano una grande influenza nella vita religiosa, politica e sociale, infatti, in nome degli dei, organizzavano grandi terreni. Molto importante era il sommo sacerdote della divinità che proteggeva la dinastia regnante.
I sacerdoti erano anche depositare di conoscenze scientifiche e tecniche (medicina, matematica, astronomia). Le dottrine dei sacerdoti restavano segrete; ogni tempio aveva una su scuola che tramandava le conoscenze ai futuri sacerdoti.

Alle dirette dipendenze del faraone c'era il visir (primo ministro) che aveva la responsabilità di tutto l'apparato amministrativo dello stato; molto importanti erano gli scribi considerati dei veri e proprio custodi della cultura, avevano molti privilegi e il loro tirocinio durava quattro anni.

I militari avevano minore rilevanza, erano principalmente mercenari libici e nubiani comandati da ufficiali egizi. In cambio del loro servizio ricevevano un appezzamento di terra.
Molti erano anche gli artigiani. Al di sotto di questi c'erano i contadini che conducevano una vita molto dura: quando non coltivavano la campagna erano arrolati per la costruzione dei grandi edifici in città. Ogni contadino doveva dare una parte del raccolto allo stato.

Religione

All'inizio la religione egizia era fondata sul culto di divinità zoomorfe, cioè rappresentate con sembianza animali. Gli animali adorati erano il toro (dio Api), lo sciacallo (Anubi), il gatto (dea Bastet), il falco (Horus), l'ariete (Khnum), il coccodrillo e l'ippopotamo. In seguito queste divinità assunsero anche dei tratti umani. Molto importante fu Ra, il Sole, considerato padre dei faraoni. In seguito Ra fu identificato con il dio Amon e il nome divenne Amon-Ra.

Un altro culto fondamentale fu quello della famiglia divina Osiride–Iside-Orus, molto probabilmente era collegato al ciclo notte-giorno o a quello delle stagioni. Il faraone era identificato in vita con il dio Horus e, una volta morto, con il dio Osiride.

Inizialmente il culto di Osiride prevedeva che solo il faraone dopo la morte avesse un'altra vita, solo in seguito si decise che la vita ultraterrena fosse il destino di tutti: il corpo alla morte veniva imbalsamato in modo che la sua anima potesse avere l'immortalità.

I corpi erano preservati grazie alla mummificazione: il corpo veniva lavato, il cervello estratto dal naso, gli organi interni erano rimossi; l'unico organo ad essere lasciato nel corpo era il cuore, ritenuto sede dell'intelletto, delle passioni e della facoltà umana. Il corpo veniva poi lasciato in una grande vasca riempita di sale, lì era lasciato per quaranta giorni fino al suo completo disseccamento. A questo punto il corpo era riempito di paglia per ottenere nuovamente una forma naturale, veniva cosparso di resine, oli e profumi e poi bendato con lunghe bende di lino.
Prima di essere sepolta la mummia era sottoposta al rito dell'apertura della bocca con cui i sacerdoti riattivavano simbolicamente le funzioni vitali del defunto. A questo punto il morto compiva il viaggio verso Occidente dove poteva risorgere, questo avveniva solo se in vita era stato buono: la sua anima veniva pesata su una bilancia davanti allo stesso Osiride.

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