L'età dei Giudici


Proprio dall'esodo trae origine la ricorrenza della Pasqua, che la Bibbia riconnette all'ultima piaga scatenata da Dio contro gli egizi, cioè la strage di tutti i primogenito i maschi, da cui il popolo di Israele fu risparmiato perché ogni famiglia, seguendo l'ordine divino, aveva sacrificato in onore di jahwèh un agnello, è contrassegnato le porte con il suo sangue. Nel corso della fuga attraverso il deserto Dio diede a Mosé sul Monte Sinai i Dieci Comandamenti, incisi su due tavole custodite poi nell'Arca dell'alleanza. È la testimonianza della "nuova alleanza" , cioè la protezione accordata da Dio al suo popolo a patto che questo gli rimanga fedele e osservi i suoi comandamenti.

Giunti nuovamente nella terra di Canaan, gli Ebrei dovettero combattere per riconquistare quel territorio fronteggiando le incursioni dei popoli del mare, che dominavano lungo le coste, e dei Filistei, popolazione di origine indoeuropea che nel secolo a. C. occupò l'aria meridionale della regione, intorno a Gaza, creando una federazione di città-stato. Da loro deriva il termine Palestina: in ebraico infatti P(e)léshet significa "Terra dei Filistei". Gli Ebrei occuparono la valle del fiume Giordano, la Samaria e la Galilea, nucleo territoriale del futuro regno, e trasformarono lentamente la loro economia passando dalla pastorizia l'agricoltura. Cercarono inoltre di superare la struttura tribale e patriarcale per darsi una forma di governo più complessa: questa fase di transizione verso la monarchia corrispose al periodo dei giudici, i capi delle 12 tribù in cui gli ebrei si erano divisi, eletti dal popolo per guidare l'esercito, amministrare la giustizia e far rispettare la legge e le norme religiose. Anche il territorio fu ripartito tra le varie tribù.

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