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I dottori della Chiesa

Agostino (354-430 d.C.)studiò e insegnò retorica in Africa e poi a Roma.
L'incontro a Milano con Ambrogio lo portò alla conversione, avvenuta nel 337;diventato vescovo di Ippona, nell'Africa settentrionale, Agostino si dedicò a una seconda attività di scrittore.
Oltre alle confessioni, opera autobiografica nella quale l'autore sviluppa una profonda riflessione sulla fede, Agostino nel De civitate Dei confuta gli errori dei pagani e dà un'interpretazione cristiana della storia basata sul continuo contrasto tra la città terrena, formata degli uomini che seguono i propri istinti, e la città celeste, formata da coloro che ubbidiscono alla legge di Dio .
Uomo di profonda cultura, Girolamo (347-420) tradusse dall'ebraico al latino l'antico testamento e rivide la traduzione latina del nuovo testamento : la sua versione, detta Vulgata, fu adottata ufficialmente dalla Chiesa, e solo nel ventesimo secolo è stata sostituita da nuove traduzioni.

Ambrogio, vescovo di Milano

Appartenente ad una famiglia di rango senatorio, la gens Aurelia, Ambrogio, originario di Treviri, ricevette un’educazione cristiana.
Intrapresa la carriera politica, come conveniva a uno del suo rango, giunse a Milano con la carica di magistrato imperiale.
Proprio in questa veste, nel 374 d.C., egli intervenne per sedare i conflitti con gli ariani che negavano la natura divina di Cristo e i cristiani ortodossi.
Senza che avesse mai preso i voti e che avesse manifestato la volontà di entrare a far parte del clero, fu eletto vescovo, carica che egli ricoprì con dignità e autorevolezza fino alla sua morte, avvenuta nel 397 d.C.

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