Concetti Chiave
- La successione imperiale dopo Nerone vide un rapido susseguirsi di imperatori, culminando con Vespasiano, che conquistò Roma e pose fine al regno di Vitellio.
- Vespasiano si distinse per la sua abilità amministrativa e una politica finanziaria rigorosa, inclusa l'imposizione di tributi agli Ebrei sconfitti.
- Tito, successore di Vespasiano, mantenne una politica conservatrice e rispettosa del Senato, affrontando importanti disastri naturali durante il suo regno.
- Domiziano, noto per il suo carattere assolutista, si proclamò signore e dio, ma riuscì a tutelare l'economia e ad ampliare i confini dell'impero.
- I principi Flavi mostrarono un forte interesse per la cultura, promuovendo l'istruzione e le arti, sebbene Domiziano perseguitò scrittori e filosofi durante il suo regno.
Qual è la successione imperiale dopo Nerone?
Alla morte di Nerone seguì Galba, seguace di una politica filo senatoria per questo incontrò l’opposizione dei pretoriani, i quali invece supportavano Otone, che provocò una sommossa contro Galba, sconfiggendolo. In Germania intanto le legioni del Reno acclamarono imperatore Vitellio, che sconfisse Otone. Le legioni d’Oriente nominarono Vespasiano come imperatore, marciò su Roma e la conquistò, così Vitellio fu ucciso.
Vespasiano e la sua politica
Vespasiano assunse stabilmente il potere placando le lotte tra i pretendenti al trono, egli fa parte di una famiglia di rango equestre, si rivelò un abile amministratore, e un valente generale, promosse una rigida politica finanziaria, in particolare gli Ebrei, sconfitti da Tito, figlio di Vespasiano, furono costretti a pagare un tributo, il fiscus Iudaicus. Incoraggiò l’ingresso dei provinciali nel Senato, il quale con una legge, la lex de imperio Vespasiani, sancì tutti i poteri del principe e dell’assemblea stessa.
Il regno di Tito e Domiziano
Vespasiano regnò per dieci anni, gli successe il figlio Tito. La sua era una politica conservatrice e provava profondo rispetto per il Senato. Inizialmente l’opinione pubblica non gli era molto favorevole per la durezza con cui aveva represso una congiura, ma divenuto imperatore si dimostrò saggio e virtuoso. Promosse le prime campagne militari in Britannia con a capo Agricola. Durante il suo regno ci fu l’eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei, Ercolano e Stabia; e un violento incendio che devastò molti quartieri di Roma. Tito morì per malattia senza lasciare eredi diretti, così il fratello Domiziano salì al potere, diverso da Tito, pretendeva di essere chiamato signore e dio, era un principe assolutista, e per questo ebbe uno scontro con l’aristocrazia senatoria. Nonostante il suo carattere assolutista, Domiziano tutelò l’economia italica, ampliò il confine con la conquista della Germania inferiore e superiore, e in Britannia vennero vinti territori da Agricola. Subì molte sconfitte nel territorio dei Daci, dopo di che cadde vittima di una congiura di aristocratici.
Interesse culturale dei Flavi
Anche i principi della dinastia Flavia erano interessati alla cultura:
• Vespasiano scrisse dei Commentari sulle sue gesta di cui non sono sopravvissuti frammenti, promosse la scuola pubblica, aprì una biblioteca nel Foro della Pace e iniziò la costruzione dell’Anfiteatro. Finanziò pubblicamente cattedre, assicurandosi l’appoggio degli insegnanti, e assicurandosi anche che la scuola formasse funzionari imperiali che un giorno sarebbero divenuti fedeli all’imperatore. Questo, era in ottimi rapporti con gli uomini di cultura.
• Anche Tito era interessato alle arti figurative, alla musica e alla poesia.
• Domiziano scrisse poemi epico-storici sulle imprese del padre e del fratello, e in particolare sulla guerra giudaica. Le fonti ci dicono che abbandonò la letteratura quando divenne imperatore, istituì nuovi ludi con concorsi letterari. Il suo dispotismo lo portò a essere nemico della libertà di pensiero e di espressione, perciò perseguitò scrittori e filosofi, per esempio fu vittima di Domiziano il protagonista del Dialogus de oratoribus, anche Vespasiano aveva espulso filosofi, nonostante in questo Dialogus de oratoribus fosse definito un uomo molto disposto ad ascoltare la verità. Dal dialogo risulta infine che sotto Vespasiano la recitazione di una tragedia filorepubblicana aveva messo in pericolo la vita dell’autore.
Domande da interrogazione
- Quali furono i principali eventi della successione imperiale dopo Nerone?
- Quali politiche adottò Vespasiano durante il suo regno?
- Come si distinse il regno di Tito rispetto a quello di Domiziano?
- Quali furono le principali calamità durante il regno di Tito?
- In che modo i Flavi si interessarono alla cultura?
Dopo la morte di Nerone, la successione imperiale vide Galba, Otone e Vitellio, fino all'ascesa di Vespasiano, che conquistò Roma e sconfisse Vitellio.
Vespasiano promosse una rigida politica finanziaria, incoraggiò l'ingresso dei provinciali nel Senato e stabilì la lex de imperio Vespasiani, che sancì i poteri del principe.
Tito si mostrò saggio e rispettoso del Senato, mentre Domiziano, assolutista, si scontrò con l'aristocrazia e si proclamò signore e dio.
Durante il regno di Tito, si verificarono l'eruzione del Vesuvio, che distrusse Pompei, e un violento incendio che devastò Roma.
I Flavi, in particolare Vespasiano e Tito, promossero la cultura attraverso scuole, biblioteche e l'arte, mentre Domiziano, pur scrivendo poemi, perseguitò scrittori e filosofi.