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La cultura alessandrina

Le lettere, l’arte, la scienza e la filosofia fiorirono meravigliosamente anche nell’età alessandrina, acquistando nuovi caratteri e manifestandosi in forme nuove. La letteratura: Gli ultimi grandi oratori furono Eschine e Demostene; il più insigne tra gli storici fu Polibio; Plutarco scrisse, in età romana, le Vite degli uomini illustri della Grecia e di Roma; Menandro, la cui opera è andata quasi per intero perduta, compose commedie che rispecchiano fedelmente la vita di quei tempi; Teocrito cantò negli idilli la bellezza della natura, la vita semplice dei pastori ed anche quella tumultuosa delle città del tempo. Le arti: L’architettura e le arti figurative crearono opere grandiose. Tra i grandi monumenti sono da ricordare: ad Alessandria il Faro, alto 120 metri, a Pergamo l’Altare di Zeus, ad Atene la Torre dei Venti. Gli scultori sostituirono alla compostessa e serenità dei secoli precedenti l’espressione di emozioni e di passioni. Famoso è il gruppo statuario del Laocoonte, che rappresenta un noto episodio della guerra troiana. Tra le altre opere di scultura emergono, per drammaticità, il Galata suicida e il Galata morente. L’arte alessandrina era, nel suo insieme, pittoresca, fastosa, ricca di elementi decorativi. Ad essa si ispirò e da essa trasse molti motivi l’arte romana. La religione: la religione della Grecia del V secolo a. Cr. Era stata soprattutto la religione della “polis”. Con la fine della città-stato cambia anche la religione. Anzitutto diminuisce la fede. Agli dei capricciosi e viziosi dell’Olimpo nessuno crede più; i canti dei poeti sono considerati favole e stimati solo una bella letteratura. Fanno, invece, proseliti le religioni a carattere mistico, i misteri, i culti orientali: nuove divinità sostituiscono quelle antiche: Cibele, dea dell’Asia Minore, l’egizia Iside, ecc…
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