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Il cristianesimo e l’impero: una diversa concezione della vita

Realismo contro spiritualità

Mentre il cristianesimo affermava l'idea monoteistica e una concezione di vita orientata alla trascendenza,la civiltà romana era fondata sulla politeismo e la statolatria(lo Stato era considerato come divinità assoluta).
Da ciò derivava la forte coscienza civica del romano, la sua volontà di sacrificio per lo Stato, la sua vocazione guerriera e l'attaccamento al diritto.
Nel cristianesimo, l'uomo non è visto solo nella realtà terrena,non è considerato in un orizzonte trascendente:il destino dell'uomo non si conclude con la morte.
La personalità umana e la sua spiritualità emergono sul mondo della natura e dello Stato:al cittadino romano che nasceva soldato per il trionfo dello Stato,il cristianesimo oppose la dignità cristiana capace di realizzare la pace e la carità nella fratellanza umana.

Per queste profonde divergenze, era ovvio che l'impero romano avversasse il cristianesimo. All'impero politico e militare dei romani,il cristianesimo contrapponeva il suo regno spirituale; al Campidoglio il calvario, al realismo di Roma la spiritualità di Cristo:"il mio regno non è di questo mondo".

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