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VERSO LA FINE DELLA REPUBBLICA

Di fronte ai problemi della povertà dei contadini, divenuti salariati nei latifondi e della disoccupazione causata dal grande flusso di schiavi dai territori conquistati, i Gracchi, nobili e tribuni della plebe, progettano una riforma agraria: Tiberio propone di distribuire alla plebe romana parte delle terre pubbliche in mano ai latifondisti, Caio di estendere i provvedimenti agli Italici e di concedere loro la cittadinanza romana. Entrambi suscitano l'opposizione del Senato e vengono assassinati.
Gli ottimati annullano le riforme dei Gracchi, ma incontrano l'opposizione dei popolari, guidati dal generale Caio Mario.
Reso celebre dalle vittorie contro il re africano Giugurta e contro l'invasione dal nord dei Cimbri e dei Teutoni, Caio Mario diventa console e affronta la questione agraria legandola alla riforma dell'esercito: stabilisce, infatti, che vengano reclutati volontari tra i proletari di Roma, pagati con uno stipendio e che vengono distribuite a terre ai veterani. Resta aperta la questione degli Italici,che,dopo la ribellione a Roma nella guerra sociale,ottengono la cittadinanza.

La frattura tra ottimati e popolari si riapre quando il problema dell guerra contro il re asiatico Mitridate VI,ribellatosi a Roma, provoca tra Mario e il generale Silla un contrasto che degenera in guerra civile. Silla risulta vincitore e varia e vara riforme politiche che favoriscono gli ottimati e limitano il crescente potere politico dei generali. Il pomerio,il confine sacro che nessun generale poteva superare in armi, viene spostato a nord fino all'Arno e il Rubicone.
DA POMPEO A CESARE
Nel 78 a.C muore e la crisi politica rimane aperta. I miliari restano figure centrali:tra di loro emergono Pompeo e Crasso che si accordano per diventare consoli pur non avendone diritto e, rafforzando il potere dei tribuni della plebe, ottengono l'appoggio dei popolari. Pompeo accresce il suo prestigio eliminando la piaga dei pirati, battendo definitivamente il ribelle Mitridate e conquistando nuove ricche province in Asia.
A Roma la tensione è alta per la congiura di Catilina,un nobile legato ai popolari più radicali,che tenta di prendere il potere con la forza. Denunciato dal console Cicerone, difensore della tradizione repubblicana, è sconfitto presso Pistoia.
Intanto cresce l'importanza di Caio Giulio Cesare, nipote di Mario e legato ai popolari.
Pompeo torna dall'Asia, si scontra con l'opposizione del Senato, che teme il suo esercito e il suo enorme prestigio; da vita quindi con Cesare e Crasso al primo triumvirato, un accordo per la spartizione del potere che esautora di fatto il Senato e le istituzioni repubblicane.

Nominato console, ottiene il governo della Gallia e si procura una grande fame con una campagna militare.
Nel frattempo la morte di Crasso in guerra in Oriente lascia campo libero in Italia a Pompeo,che si oppone allo strapotere di Cesare. Scoppia la Seconda guerra civile: Pompeo muore nella battaglia di Farsalo e Cesare si fa assegnare diverse cariche e governa con poteri quasi assoluti.
Le sue riforme tendono a raggiungere una pacificazione generale e a migliorare la vita dei cittadini con un imponente programma di opere pubbliche. Nel 44 a. C è ucciso da una congiura ordita da un gruppo di senatori che vedevano nella sua morte la possibilità di restaurare il predominio del Senato e riportare in auge le istituzioni repubblicane.

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