Erectus 4209 punti

La crisi delle poleis


Il mondo greco dopo la guerra del Peloponneso


Dopo la Guerra del Peloponneso, la situazione in Grecia è molto cambiata. Il suo sistema politico, formato da tante piccole isole e grandi città, entra in crisi. Ormai non esisteva più l’equilibrio fra le varie poleis. D’altra parte sappiamo che per i Greci l’autonomia era un valore fondamentale e perfino il tentativo di fare accettare il modello di una confederazione era andato fallito. Pertanto si può affermare che la divisione era a tal punto fonte di debolezza da creare nei Greci l’incapacità a difendere le frontiere. Invece, i nemici non cessavano di premere alle frontiere: i Persiani ad oriente, lo statyo macedone, da poco formato, a nord, e i Cartaginesi che avevano distrutto alcune città della Magna Grecia.

Atene, che prima aveva l’egemonia su tutte le città, ora si trova in un momento di crisi politica ed economica: la lega delio-attica era stata sciolta e le mura della città demolite. Addirittura si arriva, anche se per poco tempo, a sostituire la democrazia con un governo oligarchico. Comunque, sostanzialmente, Atene non poteva più contare sul prestigio e sul potere di un tempo.

Sparta, aveva vinto la guerra, è vero, ma a causa di questa guerra era diventata debole e non era in grado di sostituire l’egemonia di Atene.
Nelle città conquistate, Sparta sostituiva i regimi democratici con dei regimi oligarchici, sostenuti dalla presenza di militari spartani.
Questo non era visto di buon occhio dalle città greche: infatti Tebe e Corinto, per esempio, da sempre alleate di Sparta, cominciarono a porsi l’obiettivo di diventare più potenti La gloria di Tebe fu brevissima perché durò solo 9 anni e vide allearsi Sparta ed Atene.

Il ritorno della Persia


La Persia non aveva ancora rinunciato ad espandersi: voleva impadronirsi delle città ioniche dell’Asia e per questo cercava l’alleanza di Sparta
Da parte sua, Sparta cercava di intromettersi in questioni interne della Persia appoggiando uno dei due di Ciro il Grande, ma non ci riescì e anche Sparta avrebbe voluto controllare le città ioniche
Per togliere a Sparta il dominio delle città greche dell’Asia Minore, la Persia formò una coalizione di città da sempre nemiche di Sparta (Atene, Tebe e Corinto) e dichiarò guerra a Sparta. Sparta venne sconfitta a Cnido (304 a.C.) e tutte le città ioniche si allearono di nuovo con Atene, come al tempo della Lega di Delo.
A questo punto si ebbe un rovesciamento delle alleanze: la Persia si alleò con Sparta.
Per questo Tebe e Atene, impaurite da questa alleanza, si arresero e firmarono la pace di Antalcida (386 a.C.): le città greche dell’ Asia Minore passarono allora sotto la Persia. In Grecia, Sparta aveva vinto, ma il vero vincitore era la Persia

La breve supremazia di Tebe


Nel 378 a.C., Tebe caccia i militari presenti in città e organizza una lega che comprende le principali città della Beozia, la regione di cui Tebe è la città più importante.
L’esercito tebano si scontra con quello spartano a Leuttra, nel 371 a.C. Sparta viene pesantemente sconfitta e Tebe conquista la Tessaglia e parte del Peloponneso. Tuttavia l’egemonia tebana non dura più di 10 anni perché presto abbiamo un’altra volta un rovesciamento delle alleanze. Infatti Atene, per paura di Tebe, si allea con Sparta, suo nemico da sempre e i due eserciti si scontrano a Mantinea, nel 362 a.C.
Tebe vince ancora una volta ma esce molto indebolita da questa guerra.
Ormai nessuna città greca sarà più in grado di imporre la sua egemonia: è la crisi delle poleis.
Hai bisogno di aiuto in Storia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove