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Concetti Chiave

  • Il primo concilio ecumenico si svolse a Nicea nel 325, con la partecipazione di circa trecento vescovi, principalmente dalle Chiese orientali.
  • Convocato dall'imperatore Costantino, il concilio mirava a risolvere i conflitti ecclesiastici e teologici legati all'arianesimo.
  • Il concilio adottò una dichiarazione di fede che affermava la consustanzialità tra il Figlio e il Padre, condannando le dottrine ariane.
  • Fu confermata la deposizione di Ario e dei suoi sostenitori, che furono esiliati a seguito dell'anatema contro le loro dottrine.
  • Il concilio stabilì anche il calendario pasquale e norme disciplinari, segnando un importante passo nella formazione del dogma cristiano.

Indice

  1. Il primo concilio ecumenico
  2. La disputa ariana e Costantino
  3. Dichiarazione di fede e anatema
  4. Altre decisioni e il concilio del 787

Il primo concilio ecumenico

Il primo concilio ecumenico della Chiesa cristiana si tenne a Nicea tra il maggio e il luglio del 325: vi presero parte circa trecento vescovi, fra cui Atanasio, Nicolò di Mira, Eustazio di Antiochia (provenienti per la quasi totalità dalle Chiese orientali), in rappresentanza di tutta la cristianità.

La disputa ariana e Costantino

Oggetto principale fu la risoluzione dei problemi ecclesiastici e teologici suscitati dall'arianesimo: a tal fine il concilio era stato convocato dall'imperatore Costantino, evidentemente preoccupato dei riflessi negativi che la disputa ariana produceva sulla sua politica di conciliazione.

Dichiarazione di fede e anatema

L'imperatore stesso contribuì in modo determinante all'esito antiariano del concilio, appoggiando la dichiarazione di fede scaturita dall'accordo tra lo schieramento origenista guidato da Eusebio di Cesarea e quello rigidamente antiariano di Alessandro di Alessandria, Osio di Cordova e Marcello di Ancira: la dichiarazione di fede (simbolo niceno) affermava la consustanzialità (omoousia) tra il Figlio e il Padre, negata da Ario e dai suoi seguaci (rappresentati a N. soprattutto da Eusebio di Nicomedia). Il concilio confermò altresì la deposizione di Ario, fatta decretare precedentemente da Alessandro di Alessandria, e fece seguire al simbolo un anatema, che condannava specificamente le dottrine ariane: Ario, Eusebio di Nicomedia e alcuni altri loro sostenitori furono costretti quindi all'esilio.

Altre decisioni e il concilio del 787

Altre decisioni stabilite a N. riguardarono la definizione del calendario pasquale e di una serie di norme disciplinari. Il concilio rimane un esempio del modo con cui venne formandosi il dogma cristiano, e altresì una testimonianza notevole della politica cesaropapistica degli imperatori. Importante fu pure il concilio del 787 (settimo ecumenico) che definì il culto delle immagini nei termini di venerazione, non di adorazione, e condannò l'iconoclastia.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stato l'oggetto principale del primo concilio ecumenico di Nicea?
  2. L'oggetto principale del concilio fu la risoluzione dei problemi ecclesiastici e teologici legati all'arianesimo, convocato dall'imperatore Costantino per affrontare le conseguenze negative di questa disputa sulla sua politica di conciliazione.

  3. Qual è stata la dichiarazione di fede adottata durante il concilio di Nicea?
  4. Il concilio adottò una dichiarazione di fede, nota come simbolo niceno, che affermava la consustanzialità (omoousia) tra il Figlio e il Padre, condannando le dottrine ariane e portando all'esilio di Ario e dei suoi sostenitori.

  5. Quali altre decisioni furono prese durante il concilio di Nicea?
  6. Oltre alla questione ariana, il concilio stabilì anche la definizione del calendario pasquale e una serie di norme disciplinari, rappresentando un passo significativo nella formazione del dogma cristiano e nella politica cesaropapistica degli imperatori.

Domande e risposte

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