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Cesare in Europa: le Gallie, il Reno, la Manica


Il territorio del quale Cesare aveva ottenuto il governo per cinque anni era composto dalla Gallia Cisalpina e dalla parte meridionale dell’odierna Francia, detta Gallia Narbonense per il nome della capitale, Narbona.
Il resto della Francia (Gallia Transalpina), era popolato dalle fiere e combattive tribù degli Aquitani a sud, dei Galli o Celti al centro, dei Belgi a nord. Oltre il Reno premevano tribù germaniche, che nel 58 a. C., guidate da Ariovisto, passarono il Reno, spingendosi avanti le popolazioni della odierna Svizzera che penetrarono nella Gallia.
Chiamato dalle popolazioni invase, Cesare respinse gli occupanti oltre i loro confini e sottomise tutta la Gallia centrale al dominio romano.
Negli anni successivi Cesare combatté e vinse anche i Belgi e gli Aquitani, poi, volendo intimorire i Germani, fece costruire in soli dieci giorni un robusto ponte di legno sul Reno e si inoltrò nella Germania; quindi sbarcò per due volte nella Britannia (Inghilterra) e si spinse oltre l’attuale Londra, sottomettendo a Roma la parte inferiore dell’isola.
I Galli sottomessi a Roma tentarono varie ribellioni; la più notevole fu quella guidata da Vercingetorige ma tutto terminò con la brillante vittoria romana di Alesia (52 a.C.). Così, per opera di Cesare, in pochi anni Roma aveva esteso il suo dominio si tutta la Gallia, si era affacciata sul Reno, s’era protesa oltre la Manica. Queste imprese sono narrate da Cesare nei suoi “Commentari”.
La Gallia assimilò ben presto la civiltà romana e la fece sua; questa terra, che si considerò sempre figlia di Roma, diede uno dei contributi più grandi alla civiltà europea.
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