Autonomie e federalismo

Una caratteristica dei grandi imperi dell'antichità fu quella di riunire sotto un unico potere centrale territori sconfinanti e popoli di diverse etnie, lingue condizione. L'assolutismo Reggio (cioè il governo dello Stato è retto da un solo monarca dotato di potere totale e, appunto, assoluto) e l'accentramento amministrativo (vale a dire la centralizzazione di tutte le principali funzioni amministrative e burocratiche su cui si regge uno Stato ) hanno caratterizzato i grandi imperi del passato, come il Regno egiziano quelli che lo precedettero e lo seguirono.
La presenza di uno Stato e di un sovrano, nelle regioni più lontane dal centro del potere, era avvertita soltanto in funzione della eventuale presenza di un governatore, di una guarnigione di un servizio più o meno efficiente di riscossione dei tributi.

Si trattava, dunque, di una manifestazione puramente repressiva del potere, che spesso indusse le popolazioni che non si sentivano parte integrante di quell'impero ma solo dei sudditi da sfruttare a reagire con rivolte e ribellioni, sempre soffocate con la violenza.

La costituzione repubblicana, invece, garantisce nel suo stesso ordinamento ( nel 2001 modificato con una legge costituzionale) l'esistenza e il funzionamento delle autonomie locali, a cui si riconosce una serie di poteri che assicurano, pur nel rispetto dell'unità del paese, la valorizzazione delle specificità territoriali e la salvaguardia dei costumi e persino delle lingue locali..

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