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Atene – Nuovi ideali democratici

Quella ateniese fu la prima democrazia del mondo e insieme la forma più evoluta di democrazia della Grecia antica. Con la nascita della democrazia, si affermarono pienamente alcuni vecchi ideali della polis, mentre altri ideali si imposero per la prima volta. L'ideale ugualitario dell'isonomìa (da isos, “uguale”, e nòmos, “legge”), vale a dire la parità di tutti i cittadini di fronte alla legge, ebbe finalmente piena attuazione. Il potere non era più distribuito in modo diseguale tra i cittadini, ma circolava dall'uno all'altro: il comando e l'ubbidienza non si contrapponevano in modo statico tra gli individui ma diventarono gli elementi di un rapporto mutevole e reversibile. Oggi un cittadino ubbidisce, ma domani comanda, per poi tornare a ubbidire, in una circolarità delle funzioni che coinvolge l'intera cittadinanza.
Questo poteva accadere perché la democrazia si basava sulla partecipazione diretta di tutti i cittadini alla vita poltiica, tanto nell'assemblea quanto nel consiglio o nelle varie cariche pubbliche. Dal momento in cui veniva ammesso nella cittadinanza, lungo tutto il corso della sua esistenza, un ateniese aveva buone probabilità di diventare membro del consiglio e suo presidente, di ricoprire una carica pubblica, di partecipare a una giuria.

Poiché tutti i cittadini avevano uguali diritti, tutti avevano piena libertà di parola, a tal punto che il termine indicante questo principio, isegorìa, veniva talvolta usato come sinonimo di democrazia. Nell'assemblea dell'oligarchica Sparta, molto simile alla parata di un esercito ordinato e ubbidiente, non si poteva discutere. Nell'assemblea della democratica Atene ognuno aveva il diritto di salire sulla tribuna per esprimere il suo pensiero, per proporre, per criticare, per approvare.

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